martedì 29 luglio 2008

[Le vere responsabilità dei problemi industriali nel settore dell’energia elettrica]

Una rete di distribuzione elettrica antiquata che ci rende oltremodo vulnerabili, lo smantellamento del nucleare e del sapere connesso in cui l’Italia eccelleva, le scelte e le non scelte sconsiderate. La necessità vitale di diversificare. La grande chance dell’eolico e i pregiudizi consolidati sul nucleare. Intervista ad Enzo Annino [pubblicata su «Una Città», n. 157, giugno 2008]



«Con la liberalizzazione si è innanzitutto separata la produzione dell’energia dalla sua trasmissione e distribuzione. Si è quindi privatizzata - entro certi limiti, perché l’Enel è rimasta ancora il produttore del 50% dell’energia nazionale - la produzione, mentre la rete di trasmissione e parte della distribuzione sono state concentrate in un unico ente, Terna Spa, che all’epoca era un ente pubblico, com’è giusto che sia, perché alla rete tutti devono poter accedere con pari diritti. Il decreto Bersani, promulgato durante il primo governo di centro-sinistra, però, oltre ad aver istituito Terna quale ente pubblico, istituì anche il Grtn (Gestore Rete Nazionale) Spa, una società/ente, privo di assets fisici, che aveva il compito di proporre gli investimenti a terzi, cioè a Terna, e di governare la compravendita di energia elettrica. Purtroppo, non avendo la proprietà della rete, il Grtn non è stato in grado di svolgere questi compiti ed il black out del 2003 è avvenuto anche perché il Grtn non ha saputo imporre ai produttori di tenere in esercizio un congruo numero di centrali di notte, quando si importa l’energia dall’estero a basso costo, né è stato in grado di fare gli indispensabili investimenti per i necessari adeguamenti della rete. Dopo il black out il problema è stato riconosciuto e, con un appesantimento di gestione, il Grtn è stato integrato in Terna, ma è sorto un nuovo problema: il passato governo Berlusconi ha privatizzato Terna, la quale ora, pur avendo ancora una quota pubblica, mette al primo posto i suoi profitti avendo anche il potere di condizionare il mercato.

[…] va detto che il referendum sul nucleare in realtà non chiudeva la possibilità di costruire centrali, perché era basato su tre questioni che, in pratica, rendevano solo un po’ più difficile la loro localizzazione. La decisione di farla finita con tutto, centrali funzionanti e ricerca, è stata invece una determinazione della politica, che sentiva che il vento era contro le centrali e quindi ha forzato il risultato del referendum in quel senso. Viceversa la politica non ha poi saputo impostare piani energetici alternativi seri e lungimiranti. Questa determinazione politica si inserì in un sistema industriale in decadenza, che in gran parte era autarchico, basato su prezzi gonfiati e sulla corruzione. Infatti, intorno al 1985 una serie di innovazioni tecnologiche avevano richiesto una modifica delle centrali elettriche, proprio mentre si era resa necessaria anche l’apertura del mercato italiano all’Europa, ma il sistema elettromeccanico italiano - cioè l’insieme delle società che costruivano componenti e impianti per la produzione e la trasmissione di energia elettrica- oppose una grande resistenza alle modifiche necessarie, non investì e non si aggiornò.

Pronta per il nuovo mercato e con le nuove tecnologie c’era l’Ansaldo, di proprietà di Finmeccanica - cioè delle Partecipazioni Statali -, che però fu penalizzata da scorrettezze dei concorrenti. Nel 1990, furono solo Fiat e Nuova Pignone, forse attraverso il pagamento di tangenti (ci sono stati anche dei processi, non c’è niente di segreto), ad aggiudicarsi tutti gli ordini dell’Enel per tutte le nuove centrali italiane a turbogas fino al 2005. Il risultato fu che, nel volgere di pochi anni, l’intero settore italiano dell’elettromeccanica andò in crisi.

Nei primi anni ’80, in Italia, il settore dell’elettromeccanica contava probabilmente oltre 100 mila addetti, con aziende in gran parte di proprietà dell’Eni o dell’Iri, cioè di aziende a maggioritaria partecipazione pubblica. La logica sarebbe stata quella di integrare fra loro queste aziende Eni e Iri, ma questo, purtroppo, non è avvenuto ed anzi, come ho detto, ci fu l’introduzione temporanea della Fiat, che acquistò gran parte del nuovo mercato italiano come progetto una tantum e non ebbe interesse a mantenerlo. Si era parlato di una fusione tra Ansaldo e Pignone, era la soluzione giusta, ma nemmeno questo avvenne.

…l’Italia non ha più né la tecnologia, né la progettualità per costruire e mantenere in funzione centrali nucleari. Non abbiamo praticamente più niente neanche dal punto di vista normativo. Negli anni ‘60 esisteva una adeguata normativa ed un ente di controllo autorevole, competente e con prerogative di autonomia, tale ente regolava la costruzione delle centrali, il loro esercizio, la gestione dei rifiuti.

Tutto questo non c’è più. E se in Italia si vuole rifare il nucleare innanzitutto si deve rifare una legge che governi il settore, così come si deve ricostituire un ente come quello che avevamo, dandogli la stessa autonomia di allora. Io temo che l’Italia, col livello politico frammentato che c’è, non abbia la capacità di elaborare un serio piano energetico e non sia in grado di affrontare seriamente la problematica del nucleare. Occorrerebbe ricostruire tutta la filiera tecnico-scientifica ed industriale che avevamo, e per ricostruirla ci verrebbero almeno 10-15 anni, investimenti economici colossali, un duro lavoro…

In ogni caso credo che un programma di recupero della produzione dell’energia nucleare in Italia, nonostante le difficoltà, sia auspicabile per due motivi. Il primo motivo è che, come ho detto, occorre differenziare le fonti di produzione dell’energia, quasi indipendentemente da valutazioni di costo comparati fra fonti, per una maggiore certezza della disponibilità di energia elettrica. Il secondo è che un Paese che si dica industriale non può far a meno di tecnologie moderne. Come dicevi all’inizio, il nuovo governo Berlusconi ha annunciato di voler procedere al recupero della produzione di energia elettrica da fonte nucleare, tuttavia questi annunci non sono stati corredati da alcun programma di merito, senza tali approfondimenti e riferimenti gli annunci potrebbero restare velleità…»


Leggi l’ intervista intera:

http://www.unacitta.it/pagineproblemiambiente/Annino.html

[]

lunedì 28 luglio 2008

[Ragionamenti sul]la produzione di energia elettrica sfruttando la forza del vento

Comitato nazionale per il paesaggio


Dall'eccellente sito web del maestro dell'urbanistica Edoardo Salzano:

http://eddyburg.it/article/articleview/1893/0/129/

Black-out elettrico e black-out dell'intelligenza

Informazioni non aiazzoniche sui black-out elettrici, contro l’ignoranza crassa diffusa da un ossimoro aiazzonico.


- Rapporto della Commissione d’indagine [istituita dal governo Berlusconi] sul Black-out del sistema elettrico italiano del 28 settembre 2003 [delle conseguenze del quale furono accusati gli “ambientalisti”];


- Black-out del 2004: ?


- Black-out del 4 novembre 2006:

«Tutta l’Europa occidentale - compresa l’Italia - per un totale di 10 milioni di persone, è stata colpita sabato sera [4 novembre 2006; ndr] da black-out elettrici, originati in Germania, dove si è lamentata un’improvvisa diminuzione della produzione di energia.

CAUSE - Secondo il ministero regionale dell'Energia del Nordreno-Vestfalia un contributo al blackout è stato dato anche dagli impianti di produzione dell'energia eolica. Quanta più corrente viene immessa dagli impianti eolici, tanto più va ridotta la quota proveniente da altre fonti, ha detto un portavoce del ministero a Duesseldorf. Sabato c'è stata una forte immissione di corrente elettrica eolica [il contrario di quanto sproloquia l’ossimoro aiazzonico; ndr], ma sembra che non sia stata adeguatamente ridotta quella di altre fonti. «In coincidenza con questo adeguamento potrebbe essere avvenuto un errore», ha detto il portavoce» [“Corriere della sera”, 06 novembre 2006].

Leggi l’articolo intero :

sabato 26 luglio 2008

[Spirito di scissione]


Luca 12, 49-53

La violenza spirituale. - 49 « Fuoco sono venuto a gettare sulla terra, e che voglio se già si accese? 50 Devo ricevere un battesimo e come sono angustiato finché non sia compiuto! 51 Credete che io sia venuto a dare pace in terra? No, vi dico, ma piuttosto la divisione. 52 D’ora in poi, infatti, ci saranno in una casa cinque persone divise, tre contro due e due contro tre: 53 saranno divisi padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera ».

49-50. Gesù ha acceso un fuoco di purificazione e di ardore; non gli resta che affrontare il battesimo-passione, cfr. Mc 10, 39.
51. Mt 10, 34-35.


2 Corinzi 4, 1-6

4 Il coraggio. – Perciò, investiti di questo ministero, in quanto ci fu usata misericordia, non ci scoraggiamo. 2 Ripudiamo anzi i sotterfugi dettati dalla vergogna e, invece di comportarci con astuzia e di falsare la parola di Dio, ci affidiamo al giudizio coscienzioso di ogni uomo con la chiara manifestazione della verità, al cospetto di Dio. 3 E se anche il nostro evangelo resta velato, è velato per quelli che si perdono, 4 per quegli infedeli ai quali il Dio di questo mondo ha accecato la mente, affinché non vedano brillare la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, il quale è immagine di Dio. 5 Poiché noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù come Signore; noi invece siamo vostri servi per causa di Gesù. 6 E quel Dio che aveva detto: « Risplenda dalle tenebre la luce » è colui che la fece risplendere anche nei nostri cuori, per irradiare la conoscenza della gloria di Dio che brilla sul volto di Cristo.

4. Il Dio di questo mondo è Satana, Ef 2, 2; Gv 12, 31; 14, 30.


Matteo 10, 34-42

34 « Non crediate che io sia venuto a metter pace sulla terra: non sono venuto a metter pace, ma spada. 35 Sono venuto, infatti, a metter divisione: l’uomo contro suo padre e la figlia contro sua madre e la nuora contro sua suocera 36 e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. 37 Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me; chi ama suo figlio o sua figlia più di me non è degno di me; 38 e chi non prende la sua croce e mi segue non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita la perderà e chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà.

40 Chi accoglie voi accoglie me e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta nella sua qualità di profeta riceverà ricompensa di profeta e chi accoglie un giusto nella sua qualità di giusto riceverà ricompensa di giusto. 42 E chiunque darà a bere ad uno di questi piccoli nella loro qualità di discepoli, anche solo un bicchiere d’acqua fresca, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa ».

[Da Antico e Nuovo Testamento, Marietti, Casale Monferrato 1964]

[]

Io vorrei ...


Giovanna Marini e Patrizia Nasini




[Di Giovanna Marini ascolta anche Partono gli emigranti]

[Apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità]

[Contro il politico del K, uno scriba fariseo]

Matteo, 23


1 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: 2 "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. 4 Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe 7 e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbi" dalla gente. 8 Ma voi non fatevi chiamare "rabbi", perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. [10] E non fatevi chiamare "maestri", perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. 11 Il più grande tra voi sia vostro servo; 12 chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.

13 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci [14]. 15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.

16 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si è obbligati. 17 Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? 18 E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati. 19 Ciechi! Che cosa è più grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? 20 Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; 21 e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita. 22 E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.

23 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. 24 Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

25 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza. 26 Fariseo cieco, pulisci prima l`interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi netto!

27 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. 28 Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.

29 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, 30 e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; 31 e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. 32 Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! 33 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna? 34 Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35 perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. 36 In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.

37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38 Ecco: la vostra casa vi sarà lasciata deserta! 39 Vi dico infatti che non mi vedrete più finché non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!".

Note

1. Cfr. Mc 12, 38-40.; Lc 20, 45-47; Lc 11, 37-44; Lc 13, 34-45.

2. Gli scribi e i farisei pretendevano di essere i soli depositari della legge di Dio.

5. I filattèri erano scatolette, contenenti testi della legge, fissate con strisce di pergamene o cuoio sulla fronte e sull'avambraccio sinistro, secondo una interpretazione letterale di Dt 6, 8; cfr. Dt 11, 18; Nm 15, 37. Per le frange cfr. Nm 15, 38.

8-9. Il titolo di rabbi, cioè maestro, e di padre erano riservati ai dottori d'Israele.

14. Questo v. è omesso perché tolto da Mc 12, 40.

23. La legge delle decime non si estendeva alle erbe aromatiche.

25. Cfr. Mc 7, 4.

35. Per Zaccaria cfr. 2 Cr 24, 20-22.

37. Allusione a una predicazione di Gesù a Gerusalemme della quale parla diffusamente il solo Gv.

38. Dio abbandona il tempio di Gerusalemme: cfr. Ger 22, 5; Ez 11, 22-23.

39. Citazione dei Sal 117, 26.

[Da Antico e Nuovo Testamento, Marietti, Casale Monferrato 1964]

[]




venerdì 25 luglio 2008

Jeep's Blues

Johnny Hodges




[]

In difesa della Costituzione

100 professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti


[…]

Osservano (…) che le vigenti deroghe a tale principio [art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini «sono eguali davanti alla legge»; ndr] in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Per contro, nel c.d. lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell'immunità «funzionale», bensì come mero pretesto per sospendere l’ordinario corso della giustizia con riferimento a reati «comuni».

[…]

…date le inesatte notizie diffuse (...), i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.

Leggi l’intero articolo: In difesa della Costituzione

[]


La legalità: il tramonto di una categoria giuspolitica


Francesco Bilancia

[Da http://www.costituzionalismo.it/]



[…]

L’esito di questa deriva – sostenuta e assecondata tanto dai governi di Centrosinistra, e da parte della dottrina, che dai governi di Destra - è, a mio avviso, la radicale trasformazione della forma di Stato italiana, scivolata di fatto da sistema democratico-rappresentativo a sistema di governo a mera legittimazione popolare del (solo?) Presidente del Consiglio.

[…]

[Carl Schmitt], non certo ascrivibile tra i più strenui difensori della liberaldemocrazia, scriveva, a proposito delle leggi di maggioranza, o delle “leggi governative”: prodotto di un corpo parlamentare “ridotto ad una mera funzione di votazioni generali di maggioranza…rinunciando ad ogni esigenza «materiale» della legge…in tal caso tutte le garanzie di giustizia e di razionalità, ma anche lo stesso concetto di legge e di legalità, si riducono ad una conseguente mancanza di sostanza e di contenuto, meramente funzionalistica e fondata su computi puramente aritmetici della maggioranza”.

Osservava Schmitt che, così ragionando, “il 51% dei voti parlamentari dà il diritto e la legalità”…

[…]

Il problema (…) è ottenere il 51% dei seggi parlamentari, e raggiungere questo obiettivo non piegandosi allo schema del governo di coalizione, potendo cioè rinunciare alla tediosa pratica della discussione, del negoziato politico, del compromesso financo con gli alleati di governo. Fino al punto di concepire una legge elettorale che consenta ad un leader di comporre un Parlamento di figuranti e, successivamente, un governo di personaggi minori e privi di ogni responsabilità politica propria in quanto propri dipendenti o, addirittura, subrette televisive, così riducendo i due organi costituzionali di indirizzo politico a strumenti per la traduzione istituzionale del proprio volere in atti legali, trasformando la legge e la legalità in meri atti di esecuzione. La legge di riforma della giustizia sarà allora, per fare un importante esempio, il frutto dell’acritica traduzione procedurale in atto parlamentare del disegno progettato dal proprio avvocato e tarato su misura per le esigenze di uno specifico processo. Questo è il nuovo significato sostanziale della legge, questa la nuova legalità.

[…]

…la legittimazione interna non è più chiaramente data dal principio democratico della maggioranza, bensì dal possesso di fatto del potere statale, precedentemente conquistato in modo legale. Quanti regimi totalitari sono sorti a seguito di una originaria vittoria elettorale, che attribuendo il potere legale ha altresì fornito la base utile per abusarne fino alla consumazione di un colpo di Stato?

[…]

Leggi l’intero articolo: http://www.costituzionalismo.it/articolo.asp?id=282


[…]

[Le statistiche di genere sono latitanti]


[Da Sis-Magazine]


I “100 Indicatori sono sufficienti? (*)


Recentemente è apparsa la pubblicazione – a cura dell’Istat – “100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare” (http://www.istat.it/dati/catalogo/20080507_01/). Si tratta, come viene sottolineato nella presentazione al volume nel sito dell’Istat, “... di un lavoro che arricchisce l’ampia e articolata produzione dell’Istat attraverso la selezione di alcuni indicatori, aggiornati e puntuali, raccolti in 103 schede e distribuiti su 17 settori di interesse che spaziano dall’economia (...)

Leggi l'articolo intero


[]

giovedì 24 luglio 2008

La punta dell’iceberg e la parte sommersa: osservazione o stima?

[Da Sis-Magazine]


[…]


Uno dei punti cruciali nello studio dei fenomeni legati all’uso di sostanze illegali è proprio la stima della dimensione del fenomeno e della sua dinamica: la dimensione è data dalla prevalenza, ovvero dal numero di soggetti implicati in un certo periodo fissato (il numero di consumatori di cannabis, o di altre sostanze in un certo anno, per esempio) che è necessario conoscere per pianificare gli interventi diretti alla dissuasione (ma anche al recupero, assistenza…); la dinamica è misurata dall’incidenza, ovvero il numero di nuovi soggetti coinvolti in un certo intervallo di tempo (il numero di quelli che iniziano a consumare cannabis, o altre sostanze, in un certo anno, o in un certo mese….). Gli interventi dissuasivi e di prevenzione dovrebbero ridurre l’incidenza del fenomeno. La difficoltà della stima di incidenza e prevalenza di questo fenomeno è dovuto al suo status di illegalità, che fa sì che i consumatori costituiscano una popolazione“nascosta”, al pari degli immigrati clandestini. La numerosità delle popolazioni nascoste può essere stimata solo per via indiretta, utilizzando appropriati modelli che descrivono come dalla popolazione si generino i dati osservati in diverse circostanze. I metodi per la stima di popolazioni nascoste sono numerosi e quasi tutti nati per stimare la numerosità di popolazioni animali in natura: metodi di cattura-ricattura, (Mascioli-Rossi, 2006), metodi di Poisson troncati, metodi di calibrazione (Rossi, 1995).

[…]

Leggi l'articolo intero

Alabama


John Coltrane






John Coltrane, tenor saxophone
McCoy Tyner, piano
Jimmy Garrison, bass
Elvin Jones, drums



[John Coltrane compose Alabama subito dopo l'attentato dinamitardo con il quale il Ku Klux Klan, il 15 settembre 1963, distrusse la 16th Street Baptist Church di Birmingham, Alabama, affollata per la funzione domenicale. Morirono quattro bambine nere, di età fra 11 e 14 anni. Il brano, inciso nel novembre 1963, fa parte dell'album Live at Birdland, MCA/Impulse! 33109]


Fables of Faubus

Charles Mingus



[]

Censimenti e schedature


[Da Sis-Magazine]


È da tempo che ci stiamo abituando agli eufemismi in nome del political correct [1]. Quelle figure popolari e un po’ parsimoniose che erano gli spazzini di un tempo [2] sono diventati prima “netturbini”, da quando si è preteso che la sporcizia delle città dipenda solo dall’inciviltà dei loro cittadini e dei loro visitatori, poi “operatori ecologici”, dal momento che la spazzatura si è trasformata in un problema per tutti e in un affare per pochi. La disabilità è stata prima anglicizzata in handicap, poi in (…)

[V. anche la rubrica QUESTIONI METROPOLITANE]

mercoledì 23 luglio 2008

Wednesday Night Prayer Meeting

Charles Mingus




[]