mercoledì 11 settembre 2013
" Para que un pueblo llegue a construir una sociedad distinta, se necesita un pueblo organizado y consciente "
Entrevista a Salvador
Allende realizada por Saul Landau a principios de 1971
La última foto de Allende y otras imágenes del golpe
de Estado
mercoledì 28 agosto 2013
Appello contro le azioni di guerra in Siria
Il
popolo siriano è vittima quotidiana delle peggiori atrocità in una guerra
civile che – secondo le Nazioni Unite – ha già fatto centomila morti e milioni
di sfollati.
La
situazione in Siria è drammatica, ma un intervento militare non servirà a
pacificare il Paese. L’ultimo decennio ha mostrato che le guerre alimentano ed
esasperano violenza e fondamentalismi di ogni tipo. E’ sufficiente guardare la Libia, l’Afghanistan, o
l’Iraq “pacificato”, dove attentati e vittime civili continuano a essere
all’ordine del giorno nell’indifferenza generale.
La
guerra causa sempre vittime innocenti: più del 90 percento civili inermi.
Per
questi motivi l’Italia ripudia la guerra. E la Costituzione non dice
che l’Italia può cedere sovranità per fare guerre ma, anzi, afferma che il
nostro Paese pur di assicurare pace e giustizia tra le Nazioni è disposta a
“cedere parte della sua sovranità”.
Nessuno
lavora sulla prevenzione dei conflitti e sul rispetto dei diritti umani,
l’unica vera via per costruire la pace. Al contrario, la storia ci insegna che
le grandi potenze soffiano sul fuoco per alleanze politiche o interessi
economici, anche legati alla vendita di armi, ignorano le violazioni di diritti
umani quando queste vengono commesse dai propri alleati.
Sarà
il popolo siriano a fare le spese del prossimo intervento militare. Quel popolo
ha bisogno della comunità internazionale, ma non dall’alto di un bombardiere:
ha bisogno che sia la diplomazia, in tutte le sue facce, a farsi avanti, a
costruire un tavolo di proposte con dei mediatori davvero credibili. Ha bisogno
che la comunità internazionale smetta di considerare la guerra come opzione
possibile: per costruire la pace è necessario praticare i diritti.
Un
intervento armato non porterà soluzioni, ma un crescendo di lutti e disastri.
L’Italia si metta a lavorare per costruire nel mondo pace e diritti e si chiami
fuori da questa guerra, chiunque decida di farla.
PRIMI
FIRMATARI: Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Maso Notarianni, Marcello Guerra,
Cecilia Strada, Christian Elia, Fiorella Mannoia, Alessandro Gilioli,
Alessandro Robecchi, Massimo Torelli, Guido Viale, Marco Revelli, Frankie
HI-NRG MC, Stefano Corradino.
martedì 30 luglio 2013
"l'insegnamento di Romeo di fare politica per il bene comune" (!!!)
C'è una ripugnante bestialità nell'uomo [...]
ma quando è allo stato puro la vedi dall'alto della tua vita spirituale
e la disprezzi, e sia che tu cada o resista, rimani quello di prima;
ma quando questa stessa animalità si dissimula sotto una copertura
pseudo-estetica,
poetica [o politica; ndr], e prende considerazione,
allora, divinizzando l'animalità,
ti perdi in essa, e non distingui più il bene dal male.
Allora è terribile.
Lev Tolstoj, Resurrezione, 1899
[29 marzo 2012 Un sindaco che ci è e ci fa: eletto dal centrosinistra rivendica l’eredità del suo predecessore di centro-destra]
«…ancora una volta, nel consiglio comunale di ieri sera,
dopo la rozza apologia del dimissionario Romeo, recitata dai consiglieri della
sua lista, dopo l’auto-agiografia di Fortunati e della sua giunta di quindici
anni fa, preparatoria dei dieci anni di Romeo (basti ricordare la
privatizzazione, nei fatti, dei servizi pubblici, la trasformazione di decine e
decine di migliaia di metri di aree standard in aree edificabili, la
cementificazione di Piazza della Repubblica), come ulteriore ma certamente non
ultima dimostrazione che De Luca è un sindaco che ci è e ci fa, questi
ha voluto riconoscere
"l'insegnamento
di Romeo di fare politica per il bene comune".
Ed ha
aggiunto, come... chiosa storica:
“non ho voluto scendere in politica (espressione
sintomatica) cinque anni fa per
non mettermi contro Romeo, perché ho
sempre pensato che quello che
stava facendo per Limbiate era molto bello”.
Il pubblico del
centro-destra ha applaudito. Dai banchi del centrosinistra non si è elevata una
sola protesta, né una richiesta di spiegazioni. Nemmeno dai banchi della lista
dell’Asinistra, né da quello dell’Italia dei Valori bollati e dei sali e
tabacchi.»
lunedì 29 luglio 2013
Una giunta di centro-destra-sinistra per salvare Romeo & C.
[14 luglio 2010
L’antimafia degli omertosi e dei collusi]
«Lo scopo reale del vociare scomposto (e incurante del
rispetto di almeno uno straccio di garantismo) dei vari Archetti, Terragni,
Rubes è solo questo: sollevare un polverone, approfittando di inchieste (che
certamente non hanno potuto giovarsi delle loro inesistenti denunce!), che
manifestamente, almeno in questa fase, non riguardano i vari interventi edilizi
già in corso o che ancora non sono stati cominciati (infatti, il magistrato che se ne occupa è un altro),
per confinare il discorso sul malaffare edilizio nell’ambito delle genericità
"antimafia". Con queste genericità (con le
quali è illusorio sperare di far annullare i vari P.I.I. non ancora cominciati)
cercano di nascondere i fatti illegittimi reali, dei quali sono responsabili anche molti personaggi legati al centro-sinistra,
poiché gli affari, previa esclusione
degli “'ndranghetisti”, devono continuare. Mantenendo il
discorso nell’ambito delle genericità antimafia, nessuno dei vari responsabili materiali (tecnici, funzionari e, certo,
politici: ma altro che “responsabilità politiche”!) si sentirebbe
inquietato dal rischio di finire nei guai, e così gli affari di tutti potrebbero essere mandati avanti.
Il centro-sinistra, invece, potrebbe recuperare un po’ di voti in vista di
un’ipotetica sostituzione dell’attuale Giunta Comunale di centro-destra con una
Giunta di centro-destra-sinistra,
per la quale potrebbe ottenere la benedizione dello stesso Romeo (sotto la
forma dei voti di un po' di finti dissenzienti, necessari per arrivare al 51%),
ma a patto di salvarlo anche sulla questione delle infiltrazioni
‘ndranghetiste, dopo averlo già salvato almeno tre volte negli ultimi mesi
(voto sul bilancio di previsione 2010
con varianti urbanistiche illegittime; voto sul rendiconto consuntivo 2009 con entrate fittizie; voto dei debiti fuori bilancio senza la richiesta di
dimissioni del responsabile, Romeo, che contemporaneamente è responsabile dei
danni e garante dell’ utilità pubblica dei debiti necessari per coprirli!).
[1] A proposito dell'esposto sul P.I.I. di Via M.te
Sabotino preciso per l'ennesima volta che Mauro Varisco l'ha solo firmato [con una firma su un foglio in bianco; ndr 29-7-2013], ma
non l'ha presentato alla magistratura. Egli non ha compiuto nessuna analisi, e dell'esposto
non ha scritto nemmeno una virgola. Il testo l'ho scritto interamente io
concentrando il discorso esclusivamente sugli aspetti di interesse pubblico (le
procedure truffaldine che hanno determinato milioni di danni erariali e
cancellato migliaia di mq di standard urbanistici), senza dedicare nemmeno una
riga agli interessi privati (presunti), gli unici che stanno a cuore al
Comitato delle Pacciade [formato un anno dopo la presentazione dell'esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica; ndr 29-7-2013] di Mauro Varisco, anche se episodicamente tenta di
mascherarli con qualche vaga frase contro "la cementificazione".
Infatti, costoro non hanno mai detto nulla sui danni erariali, non hanno mai
parlato della cancellazione degli standard urbanistici nel loro quartiere,
nemmeno in occasione della vendita di un'altra area standard, quella di Via San
Giovanni Di Dio (a 250 m
da Via M.te Sabotino!), e addirittura sono rimasti del tutto silenti quando la Giunta dei procacciatori
d'affari, quasi di nascosto (ma la delibera era ben visibile sul sito web del
Comune), ha attuato, anche per il P.I.I. al quale dovrebbero essere interessati
questi intelligentissimi campioni di disinteresse civico, l'ennesima procedura
abusiva di esclusione della V.A.S. Con questa procedura di esclusione Romeo
& C. tenteranno di sanare l'omissione della V.A.S. che aveva determinato la
sentenza del T.A.R. di Milano sfavorevole al Comune e alla SAN INVEST. E
probabilmente vi riusciranno, visto il discorso che il Consiglio di Stato ha
abbozzato con la concessione della sospensione dell'esecuzione della sentenza
del T.A.R. »
domenica 28 luglio 2013
"...insolvente, se non sull'orlo del dissesto finanziario...". Piccola antologia
«La giustificazione addotta per questo accertamento fittizio, che secondo il
ragioniere comunale e il suo capo Romeo dovrebbe risultare tanto convincente da
far chiudere non uno ma entrambi gli occhi, è stata la seguente: l’accertamento
di quei 4.200.000 euro era indispensabile per costruire una scuola elementare.
Ci permettiamo di non credere alle loro parole, poiché nel conto consuntivo
2009 troviamo che dello stanziamento previsto per questa spesa (10.389.500
euro), fra pagamenti e residui risultano impegnati solo 108.555,20 euro; il
resto, ovviamente, è stato scritto nei “minori residui o economie”.
Invece, l’iscrizione nel consuntivo di 4.199.706,83 euro di entrate sicuramente fittizie
alla chiusura della competenza (31-12-2009), serve a mascherare quasi
interamente la differenza tra le entrate residue effettive del
titolo IV (entrate destinate a finanziare il titolo II delle spese) e gli impegni
residui del titolo II (spese in conto capitale). Infatti, detratti gli
accertamenti fittizi, le entrate residue ammontano a soli 474.962,41 euro,
mentre gli impegni residui del titolo II delle spese ammontano a 5.077.890,63. Vale
a dire che la competenza 2009 lascia, in realtà, 4.602.928,22 euro di residui
impegni di spesa in conto capitale, ai quali non corrisponde una cifra pari negli
accertamenti residui delle entrate del titolo IV. Ricapitoliamo i residui
effettivi della competenza 2009, parte capitale:
entrate residue titolo IV: 474.962,41;
spese residue titolo II: 5.077.890,63;
differenza: 4.602.928,22.
Ma anche conservando gli accertamenti fittizi, poiché la competenza lascerebbe 403.201,09
euro di spese in conto capitale impegnate ma non finanziate dal titolo IV delle
entrate, per finanziare la costruzione di una scuola non sarebbe disponibile,
in realtà, nemmeno un centesimo.
Ancora per quanto riguarda la parte capitale, la
situazione è la stessa se si guardano le cifre dei residui rimasti:
entrate titolo IV: 5.266.050,03;
spese titolo II: 9.592.854,25;
differenza: 4.326.804,22.
Nulla si sa della reale esigibilità dei residui del titolo
V, entrate derivanti da accensione di prestiti: 2.648.499,76 euro
Per la spesa corrente la competenza 2009 si è
chiusa con questi residui:
entrate accertate titoli I, II, III: 5.998.839,90 euro;
spese impegnate titolo I: 8.220.390,63;
differenza: 2.221.550,73.
Solo nella parte corrente dei residui rimasti la
situazione sembrerebbe migliore:
entrate titoli I, II, III: 5.137.243,48;
spese titolo I: 1.922.831,53;
differenza: 3.214.411,95.
Tuttavia, a proposito di questi residui rimasti,
non si sa quale sia la situazione reale delle entrate (quanto, cioè, siano
realmente esigibili) e degli impegni (quanto, cioè, siano realmente
vincolanti).
Il fondo cassa al 31 dicembre era di 1.784.549,37.
È a fronte di questi dati che deve essere considerata la
gara a chi riusciva ad essere più grottesco, che si è svolta nel consiglio del
18 maggio; a questa gara hanno partecipato:
1) il dr. Cogliati, responsabile del Servizio finanziario del Comune di Limbiate, al quale i cittadini pagano uno stipendio lordo annuo di 69.000 euro, affinché, svolgendo il suo incarico di “alta specializzazione”, rispetti, fra le altre norme, il comma 4 dell’art. 153 del TUEL:
“Il responsabile del servizio finanziario, di ragioneria o qualificazione corrispondente, è preposto alla verifica di veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, avanzate dai vari servizi, da iscriversi nel bilancio annuale o pluriennale ed alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese.”
Ma egli, alto funzionario che di “forme” vive, ha dichiarato con finto candore che si deve badare più alla sostanza che alla forma (cioè alla legge), e quindi, anche se “formalmente non è tanto corretto” [parole sue], in un bilancio si può anche scrivere la cifra fittizia di 4.200.000 euro!»
1) il dr. Cogliati, responsabile del Servizio finanziario del Comune di Limbiate, al quale i cittadini pagano uno stipendio lordo annuo di 69.000 euro, affinché, svolgendo il suo incarico di “alta specializzazione”, rispetti, fra le altre norme, il comma 4 dell’art. 153 del TUEL:
“Il responsabile del servizio finanziario, di ragioneria o qualificazione corrispondente, è preposto alla verifica di veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa, avanzate dai vari servizi, da iscriversi nel bilancio annuale o pluriennale ed alla verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate e di impegno delle spese.”
Ma egli, alto funzionario che di “forme” vive, ha dichiarato con finto candore che si deve badare più alla sostanza che alla forma (cioè alla legge), e quindi, anche se “formalmente non è tanto corretto” [parole sue], in un bilancio si può anche scrivere la cifra fittizia di 4.200.000 euro!»
[22
maggio 2010 Una
santa alleanza di irresponsabili ha dichiarato legittimo un conto consuntivo
che contiene entrate fittizie]
«… siamo molto lontani
dalle farneticazioni di Ti-che-te-tarchett-i-ball, che quindi non è in grado di capire che per il
Comune di Limbiate (la cui autonomia
finanziaria è alta - lo dice la Corte dei Conti -, e
sicuramente non sarà colpito drammaticamente dalla “manovra estiva” 2010), la
costrizione al rigore nei conti (eliminazione degli infiniti sprechi, totale
acquisizione delle entrate correnti e in conto capitale, riorganizzazione dei
servizi, pieno impiego delle capacità gestionali interne, recupero degli enormi
residui, ecc.) dovrebbe essere
considerata, da chi volesse fare davvero l’opposizione al centro-destra, quasi
una manna. Sarebbe, infatti, un’occasione d’oro per aprire uno
spazio amplissimo di critica, nel metodo e nel merito, di una gestione del
bilancio perennemente periclitante, che ormai ha portato il comune, nei fatti,
ad essere insolvente, se non sull'orlo del dissesto finanziario. Ecco, per esempio, alcune cifre desunte dal rendiconto consuntivo 2009, parte corrente:
- saldo residui della competenza: -2.221.550,73 (vale a dire che le spese già impegnate non coperte ammontano a questa cifra);
- saldo gestione residui
3.214.411,95 (vale a dire che la
differenza tra le entrate accertate residue e gli impegni di spesa residui
sarebbe questa cifra, il cui
recupero, tuttavia, è assai dubbio, poiché si tratta di un’infinità di entrate
residue vecchie anche di molti anni);
parte capitale:
- saldo residui della competenza -4.602.928,22, coperto con entrate fittizie (cioè con la vendita, peraltro illegittima, dei terreni di Via Garibaldi, effettuata nel 2010 e non nel 2009);
- saldo gestione residui
-4.326.804,22 (vale a dire che le spese già impegnate non coperte ammontano
a questa cifra).»
[19 giugno 2010 Fare politica come un orang-outang. Ti-che-te-tarchett-i-ball e i tagli dei trasferimenti al Comune di Limbiate decisi con la "manovra estiva"]
«… la somma dei residui attivi e passivi di anni precedenti è data da una miriade
di poste che spesso sono vecchie di molti anni e che, per quanto riguarda gli
attivi, non sono stati e non sono
riscossi, in alcuni casi per
decisione politica, e in molti altri per
mancanza di… zelo di alcuni dirigenti del Comune. Lo dimostra l’impennata
dei riaccertamenti, vale a dire della cancellazione
dei crediti ormai inesigibili da anni e degli investimenti mai fatti,
evidenziata dai dati dei Consuntivi 2010 e 2011:
- residui attivi cancellati nel
2010..:
877.715,92
- residui attivi cancellati nel
2011...: 4.489.228,53
- residui passivi cancellati nel
2010: 1.807.229,77
- residui passivi cancellati nel 2011: 4.782.591,51
Questi
dati sono clamorosi, poiché indicano che
per molti anni un’enorme massa di
crediti non è stata esatta ed è diventata ormai inesigibile, e molti
investimenti non sono stati fatti, fino a provocare l’intervento della Corte
dei Conti che ha imposto il riaccertamento. Un esame della gestione dei residui
negli ultimi anni, condotto sulle schede del riaccertamento, provocherebbe
sorprese clamorose! Ma si tratta di dati che l’amministrazione si guarda bene
dal divulgare davvero, quindi l’esame deve essere rimandato a quando tutti i
documenti saranno, se lo saranno, disponibili (pare che nemmeno i consiglieri
comunali siano in possesso di tutti i documenti del Rendiconto consuntivo
2011!).»
[24 aprile 2012 I disabili pagano per la propaganda del centrosinistra e per la protervia di alcuni burocrati]
«La mancata riscossione di milioni di
residui attivi, poi cancellati per intervento della Corte dei Conti. (Non si sa quali residui, precisamente, sono
stati cancellati, né con quali motivazioni, poiché il rendiconto della
gestione dei residui non è stato pubblicato). I responsabili di queste perdite
di milioni di euro sono, oltre al ragioniere comunale, anche vari altri
dirigenti. »
[26 giugno 2012 Il sepolcro imbiancato dell'Asinistra di Limbiate]
sabato 29 giugno 2013
L'"anti-cementificazione" di uno pseudo-comitato
lunedì 21 settembre 2009
mercoledì 23 settembre 2009
De profundis? 2. Alcune banali (seppure amare) verità...
lunedì 24 giugno 2013
A quanto ammonta veramente il danno erariale causato con il P.I.I. di Via Monte Sabotino
1) vendita terreno comunale:
valore reale: mq 5.759,08 x
240 € = 1.382.179,20 €
valore stimato: mq 5.759,08 x
105 € = 604.703,40€
differenza = danno erariale: 777.475,80 €
versamenti:
valore stimato: 604.703,40 €
cifra effettivamente versata: 384.839,10 €
differenza = danno erariale: 219.864,30 €
valore reale: mq 2.752 x 240
€ = 660.480,00 €
valore stimato: mq 2.752 x 60,25 € = 165.808,00 €
differenza = danno erariale: 494.672,00 €
versamenti:
valore stimato: 165.808,00 €
cifra effettivamente
versata: 15.808,00 €
differenza = danno erariale: 150.000,00 €
valore reale: mq 7.767 x 240
€ = 1.864.080,00 €
valore stimato ed effettivamente versato
(mq 7.767 x 60,25
€): 467.961,75 €
differenza = danno erariale: 1.396.118,25 €
4) standard non ceduto, non recuperato né
monetizzato:
valore reale: mq 5.862 x 240
€ = 1.406.880,00 €
monetizzazione = 0,00 € (!)
danno erariale: 1.406.880,00 €
Totale danno erariale (777.475,80 + 219.864,30 + 494.672,00 +150.000,00 + 1.396.118,25 + 1.406.880,00): 4.445.010,35 €
Rispettare la grammatica per non finire... nella delegazione di Via Marina n. 5!
![]() |
| Graciliano Ramos 1892-1953 |
Graciliano
Ramos, il grande scrittore brasiliano che fu anche Prefeito (sindaco) di Palmeira dos Indios (Stato di Alagoas), una volta scrisse:
“Cominciamo oppressi dalla grammatica e a volte
finiamo nella delegazione del Dipartimento dell’Ordine Politico e Sociale*, ma,
nei limiti angusti nei quali siamo ristretti dalla grammatica e dalla legge,
ancora possiamo darci da fare”.
A
proposito delle iniziative, tanto costose quanto inutili, con le quali
l’Assessore Andrea Pellegata mette in atto un’incessante pedagogia di massa che
dovrebbe cambiare, secondo le dolorose ossessioni che gli perturbano la cocuzza, non solo
la nostra vita quotidiana, ma anche il senso stesso della nostra esistenza – a questo proposito io non
pretendo che egli si dia da fare per non farle, perché non si può avere la pretesa di raddrizzare
le gambe ai cani. Mi accontenterei se egli si desse da fare per mettersi in grado di non scrivere più, fra l'altro, pò
invece di po’ : si deve
scrivere l’apostrofo dopo la o, invece dell’accento sulla o, perché si deve indicare l'elisione della seconda ed ultima sillaba di poco.
Come
appunto intendeva dire l’autore di Angústia,
l’esercizio del rispetto della
grammatica è utilissimo anche per imparare a destreggiarsi nei
limiti delle leggi. E quindi, se si desse da fare non dico per imparare a scrivere in un
modo meno lutulento, ma almeno per imparare a scrivere po’
invece di pò, l’esimio assessore potrebbe
certamente continuare con le sue iniziative vestite di lamé, visto che delle leggi inique e quel bel tomo di De Luca gli
danno il potere di spendere e spandere a suo piacimento i nostri denari, ma forse si
addestrerebbe un po', anche, a non correre il rischio di andare a rendere conto della sua
pedagogia di massa nel palazzo che si trova al n. 5 della bellissima Via Marina
di Milano. Dove, non abbia timore!, i metodi non sono certo quelli del DOPS dell’Estado Novo
brasileiro. Tuttavia, almeno per quanto riguarda l'implacabilità, reggono benissimo il paragone. Anche quando si
tratta di poche migliaia di euro.
* Il
DOPS, la polizia politica famigerata per i suoi metodi brutali, fu creato nel
primo periodo del potere di Getúlio Vargas (“O Estado Novo”, 1937-1945) con
l'obbiettivo di controllare e reprimere i movimenti politici e sociali contrari
al regime. Graciliano Ramos già nel 1936 era stato imprigionato con l’accusa
totalmente infondata e mai formalizzata di essere affiliato al Partito
Comunista e di aver partecipato a un tentativo di colpo di stato. Spostato per
circa un anno da un carcere all’altro, sempre in condizioni durissime, restò
per mesi ristretto nella stiva di una nave-prigione. Durante questo periodo, tuttavia,
continuò a scrivere. Nel 1945 entrò davvero nel Partido Comunista Brasileiro,
nel quale, per le sue posizioni antistaliniste, non ebbe vita facile. Graça,
come affettuosamente era chiamato dai famigliari e dagli amici, non ebbe mai
una stanza tutta per sé dove poter scrivere: per consentirgli di farlo, ogni
giorno la moglie e i figli passavano alcune ore fuori del loro minuscolo
appartamento.
domenica 23 giugno 2013
Pagliacci. Questa volta De Luca ha ragione
Pagliaccio. (Per estens.) Chi compie azioni prive di serietà segnalandosi per volubilità, incoerenza, leggerezza, irresponsabilità, stoltezza e anche compiacendosi di gesti e atteggiamenti esibizionistici, istrionici, in modo da rendersi ridicolo perdendo ogni forma di decoro e di dignità; buffone (e ha una connotazione fortemente spreg.)
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