Quando
riceve una spinta (ma solo quando riceve una spinta), il misirizzi fa dei
movimenti alternati indietro-avanti (o sinistra-destra...), ma rimane del tutto rigido e non si sposta
dal luogo dove è collocato; prima di fermarsi in posizione eretta ci mette un po’. Tal quale quello di Mombello, che nello sforzo di restare perfettamente rigido pur continuando a dondolare di qua e di là non si accorge che l’ignobile
mistificazione politico-elettorale sul Piano di Recupero della Villa Medolago, congegnata in società con il centrosinistra (ma anche con il centrodestra) limbiatese, con gli scalcagnati Quattro
dell’Ave Maria dell’Asinistra e con alcuni proprietari esclusivamente
interessati a vendere i loro immobili ad un prezzo un po’ più alto (interesse
legittimo, per carità…), ormai sta assumendo l’aspetto di atti formali. giovedì 12 dicembre 2013
Il misirizzi di Mombello e la Villa Medolago
Quando
riceve una spinta (ma solo quando riceve una spinta), il misirizzi fa dei
movimenti alternati indietro-avanti (o sinistra-destra...), ma rimane del tutto rigido e non si sposta
dal luogo dove è collocato; prima di fermarsi in posizione eretta ci mette un po’. Tal quale quello di Mombello, che nello sforzo di restare perfettamente rigido pur continuando a dondolare di qua e di là non si accorge che l’ignobile
mistificazione politico-elettorale sul Piano di Recupero della Villa Medolago, congegnata in società con il centrosinistra (ma anche con il centrodestra) limbiatese, con gli scalcagnati Quattro
dell’Ave Maria dell’Asinistra e con alcuni proprietari esclusivamente
interessati a vendere i loro immobili ad un prezzo un po’ più alto (interesse
legittimo, per carità…), ormai sta assumendo l’aspetto di atti formali.
Infatti,
anche se con alcuni giorni di ritardo, il centrosinistra di Limbiate ha deciso
di dare, in cambio dei 15 voti garantiti dal Comitato delle Pacciade e soprattutto in cambio della
posizione favorevole all’ampliamento dell’inceneritore di Desio, già espressa dall'Asinistra, e del voto favorevole, o almeno non
ostile (con una vigliacca astensione), che esprimeranno gli
scalcagnati Quattro dell’Ave Maria sul PGT, la delibera G.C.
n. 180 del 04/12/2013 nella quale si dice:
“delibera di esprimere indirizzo
affinché:
1. si proceda all'avvio del procedimento
per l'annullamento in autotutela, ai sensi dell'art 21-octies della legge
241/1990, del Piano di Recupero di Villa Rasini Medolago, approvato dalla
Giunta comunale con deliberazione n. 246 del 23.12.2008, previa acquisizione di
valutazione, da parte del legale incaricato della costituzione in giudizio per
conto del Comune, in ordine al possibile esito del Ricorso al TAR Lombardia
R.G. N.1868/2009 ed alle ricadute dello stesso sul procedimento di annullamento
suddetto;
2. di demandare al Dirigente del Settore
Territorio la definizione di tutti gli atti necessari e conseguenti a dare
attuazione a quanto deliberato in questa sede”.
Nell’attesa che il misirizzi
recuperi la posizione eretta, si può segnalare il seguente link:
La questione è addirittura posta all'O.d.G. (punto n. 10) della prossima riunione del Consiglio Comunale del 16-17 dicembre 2013.
P.S. Nei prossimi giorni scriverò più distesamente sui reali obiettivi di questa ulteriore mistificazione
della politica politicante del centrosinistra limbiatese [click Con una mano davanti e con l’altra di dietro. Il P...], su quanto potrebbe
essere effettivamente agevole, sui danni che ne potrebbero derivare per la
collettività per il fatto di essere attuata in questa forma e
soprattutto adesso, e anche sugli aspetti di meschina micro-speculazione (convincere, fra l’altro,
una holding immobiliare a dare qualche migliaio di euro in più ad alcuni
privati, che - previo indennizzo - ancora potrebbero essere fatti sloggiare a termini di legge).
mercoledì 11 dicembre 2013
I bambini non possono mangiare nella mensa scolastica, ma la collettività è costretta a pagare anche i pasti non consumati!
L’animazione
e il vociare di bambini che si avverte, già avvicinandosi, nei pressi di alcune
scuole di Limbiate intorno alle 12-12.30 è di una intensità non di molto
inferiore a quella che si avverte al
momento dell’uscita pomeridiana, poiché sono tanti i bambini che escono temporaneamente da scuola (ed i
genitori che vanno a prenderli) perché il
costo della mensa scolastica per molte famiglie è ormai diventato insostenibile.
La retta è troppo onerosa, ed aumenta
continuamente il numero di genitori cassintegrati o disoccupati. Ultimi degli
ultimi, in questo ormai altissimo strato sociale di semi-poveri, poveri e
addirittura indigenti, moltissimi immigrati ed i loro figli.
Molti
bambini sono costretti ad uscire da scuola durante l’orario di mensa perché è
anche assurdamente proibito fermarsi
a scuola per consumare un panino portato da casa. Ma la cosa ancor più assurda
è che il Comune di Limbiate paga ad una multinazionale anche i pasti di tutti i bambini che non accedono alla mensa ed
escono da scuola nonostante non abbiano ottenuto l’esonero dalla mensa
scolastica. L’esonero: perché
usufruire della refezione scolastica, indipendentemente dalla possibilità di
pagarne le rette, è obbligatorio, ed
in molti casi la scuola si rifiuta di concedere l’esonero.
Una delle cause di questa situazione davvero kafkiana è che la refezione scolastica è
considerata (come è giusto) attività educativa a tutti gli effetti, ed il tempo
che vi dedica il personale che con compiti vari sta con i bambini è parte
dell’orario di lavoro. Avviene dunque che le scuole, colpite dai tagli dei
finanziamenti e del personale ai quali si dedicano indefessamente sia i governi
di centro-destra sia quelli di centrosinistra, frappongano mille ostacoli prima di concedere
l’esonero dalla refezione, poiché la riduzione del numero di bambini registrati
come utenti della mensa provoca una riduzione
del tempo e del personale che complessivamente è sufficiente, secondo le norme
ministeriali, per far funzionare la scuola.
Ma questo escamotage tipicamente
corporativistico, che senza volere ho fatto riscontrare all’assessore
Cosentino, ha un altro aspetto non solo assurdo, ma anche scandaloso, poiché la
mancata segnalazione da parte degli uffici delle scuole a quelli del Comune che
molti genitori, infischiandosene dell’esonero che non viene concesso, vanno a
prendersi i bambini per portarli a casa per farli pranzare, fa sì che i pasti non consumati restino compresi
nel numero complessivo che la ditta appaltatrice del servizio deve (o
dovrebbe) fornire. Il risultato è che mentre molte decine di bambini (e fra
essi soprattutto quelli di famiglie di immigrati) escono da scuola perché non
possono pagare il pranzo, e inoltre non usufruiscono di una formazione di non
minore importanza rispetto a quella che viene data nelle aule, la collettività continua a pagare i pasti
che i bambini non possono consumare!
Fra
le cause di questa situazione che ha aspetti anche disumani (so di bambini che
a casa mangiano sicuramente meno di quanto potrebbero mangiare a scuola, o non
mangiano affatto), vi è anche la gestione della mensa affidata ad una società
privata, che è all’origine delle rette ormai insostenibili per molte famiglie.
È indispensabile ed urgente, quindi, non solo impedire certe pratiche
corporativistiche delle scuole (come quelle di cui sopra), ma anche rivedere il
contratto di appalto e la gestione effettiva di tutto il servizio.
I prezzi della mensa scolastica devono essere abbassati fino a
livelli sostenibili anche per le famiglie più povere. È possibile farlo: chiunque
abbia la pazienza di raccogliere un po’ di informazioni nel mondo della
ristorazione collettiva scopre facilmente che il costo reale di pasti come quelli
forniti nelle mense scolastiche di Limbiate è, compreso il normale profitto privato, solo il 50% del prezzo che il comune deve pagare ad una multinazionale!
martedì 10 dicembre 2013
A Romeo daremo i soldi per pagarci i danni
Quando l'azzimato ex sindaco Antonio Romeo si dimise dal
Consiglio Comunale per motivi tanto vaghi che a molti apparvero misteriosi, ma che divennero
evidenti quando gli fu assegnato l’incarico che tuttora ricopre nella società BEA,
della quale il Comune di Limbiate è uno dei soci maggiori, il sindaco più
intelligente e capace che Limbiate ha avuto negli ultimi settanta anni lo salutò
riconoscendo
"l'insegnamento di Romeo di fare politica per il bene
comune" ,
aggiungendo, affinché non vi fossero dubbi sul grado
della sua deferenza per il predecessore,
“non ho voluto scendere in
politica cinque anni fa [nel
2006, ndr] per non mettermi
contro Romeo, perché ho sempre
pensato che quello che stava
facendo per Limbiate era molto bello” [click Un
sindaco che ci è e ci fa: eletto dal centrosinistra, rivendica l’eredità del
suo predecessore di centro-destra].
La Corte dei Conti, Prima
Sezione Centrale di Appello, tutta questa alta considerazione del
Tecoppa sub-aspromontano non la condivide affatto, ed ha confermato in ogni sua parte
la condanna che la Corte
dei Conti della Lombardia ha inflitto a Romeo nella primavera del 2011. (Un
altro condannato era ed è l’ex direttore generale Giammarrusti, che di condanne
da parte della Corte dei Conti ormai ne ha un’intera collana) [clik https://servizi.corteconti.it/bds/doSenzaControlli.do].
La vicenda è quella arcinota dei due dirigenti che per due anni, a partire dal 2001, furono discriminati
per motivi politici e vessati fino al punto di essere costretti a trovarsi un
altro posto di lavoro. Romeo e Giammarrusti erano stati condannati in primo
grado a risarcire al Comune di Limbiate un danno valutato, troppo benevolmente (un accenno in questo senso anche in questa sentenza, solo oggi pubblicata), nella
misura di 175.000 € (2/3 a carico di Romeo, il resto a carico di Giammarrusti).
Gli appelli presentati dall’uno e dall’altro sono stati totalmente rigettati dalla
Prima
Sezione Centrale di Appello, che per confermare la condanna ha ritenuto più che
sufficienti i seguenti sintetici richiami alle argomentazioni già contenute
nelle altre quattro sentenze di condanna (del giudice del lavoro, della sezione
di appello, della Cassazione, della Corte dei Conti Lombarda):
“il Collegio ritiene di evidenziare
preliminarmente come nella fattispecie si sia in presenza di una chiara ipotesi
di responsabilità c.d. indiretta, così identificata dalla stessa Sezione
territoriale, scaturita dalla commissione di un illecito amministrativo messo in atto dagli appellanti, il primo
nella qualità di Sindaco, avendo adottato provvedimenti dannosi nei confronti
di due dirigenti, già in servizio al momento dell’avvio del suo mandato all’esito
delle elezioni della nuova Giunta amministrativa; provvedimenti presumibilmente
ispirati da avversione per lo schieramento politico dei suoi funzionari”;
“appare incontestabile che entrambi i
ricorrenti abbiano posto in essere nei confronti dei due dirigenti D’Amato e
Ficarra, comportamenti assolutamente
violativi dei principi costituzionali di legalità, imparzialità e buona amministrazione
dettati dall’art. 97 della Costituzione, celando dietro accuse di
inefficienza lavorative prive di sostanziale fondamento l’intendimento reale di
allontanarli dai poteri gestionali che essi avevano in carico”;
”attesa la completezza del quadro
probatorio sottoposto all’esame del Collegio, le confutazioni prospettate negli
atti di appello e nelle memorie conclusionali dei due appellanti non
scalfiscono minimamente tali ricostruzioni, evidenziando semmai, un reciproco tentativo di sottrarsi alle
rispettive responsabilità, ognuno adducendo presunte esclusive competenze di
controparte”.
Punto.
Ma la condanna definitiva non impensierirà più di tanto Romeo, che può
permettersi il lusso di continuare a fare il gradasso ripetendo ancora una volta
sui giornali locali “sono tanto convinto
della correttezza del mio operato che lo rifarei ancora”. Costui, infatti, certamente
concorderà con De Luca (con il quale ha un'amicizia stretta che dura da lunga pezza) e con la Giunta Comunale di pagare il
danno erariale a rate… e con i nostri soldi. Romeo, infatti, che
ha provocato al Comune di Limbiate non solo l’ingente danno erariale
ormai definitavemente sanzionato dalla magistratura contabile, che ha condannato i suoi
“comportamenti
assolutamente violativi dei principi costituzionali di legalità, imparzialità e
buona amministrazione dettati dall’art. 97 della Costituzione”,
ma anche un altro ingente danno, contestato dalla
Corte dei Conti a Romeo e ad altre 30 persone (una gran parte delle quali sono state da lui politicamente turlupinate e messe nei guai), in seguito al mio esposto sul P.I.I. di Via
Monte Sabotino, quando ha
presentato le dimissioni dal Consiglio Comunale lo ha fatto per poter assumere l’incarico pagato di presidente del
collegio sindacale della società BEA. L’incarico assegnatogli faceva parte di un “pacchetto”
concordato a livello provinciale tra il PD (che ha ottenuto la presidenza della
società), la Lega
(che ha ottenuto la vice-presidenza) e l'allora PdL (che ha ottenuto il posto per Romeo).
Vale
a dire che: 1) ad un siffatto personaggio, che è stato condannato in ben cinque giudizi per i danni causati alla collettività
dei cittadini di Limbiate, è stato affidato l’incarico di vigilare sulla legalità degli atti (compresi quelli che riguardano
i conti) di una società di importanza strategica (BEA) della quale il Comune è
uno dei soci maggioritari; 2) ad un personaggio di tal fatta (che ben sapeva,
come sapevano tutti, che sarebbe stato definitivamente condannato) è stato
concesso il privilegio di pagarci i
danni… con i nostri stessi soldi!
Ne
possiamo essere quasi sicuri: nessuno dei "politici" locali chiederà che Romeo sia rimosso (o che si dimetta) dall’incarico che
ricopre nella società BEA. Non lo chiederà l’ex PdL di Limbiate (ora Forza
Italia), né la Lega. Non lo chiederà l’ultra renziano PD
limbiatese. Né il consigliere grant e gross, ma pussé ciula che baloss (che in BEA lavora e che naturalmente ha da restare ben attaccato al posto ereditato direttamente dal babbo) presenterà una delle sue severissime quanto sgangherate ed inutili mozioni od interpellanze .
© Riproduzione riservata
venerdì 6 dicembre 2013
Asimbonanga
Nelson Mandela (1918-2013)
Victoria Mxenge (1942 - 1985)
Steve Biko (1946-1977)
Neil Aggett (1953-1982)
lunedì 2 dicembre 2013
Abbagli post-prandiali e mistificazioni del Comitato delle Pacciade e dell'Asinistra Partecipata. 1)
La (ennesima) mistificazione
sulla presunta decadenza del P.I.I. di Via Monte Sabotino, che secondo il
burbanzoso presidente del Comitato delle Pacciade era stata dichiarata da una
consulenza legale che si doveva mettere a sua disposizione, è stata
spazzata via da una mia intervista al “Giornale di Desio”, nella quale,
semplicemente richiamando alcuni fatti, sottolineavo che la Giunta Comunale di
Limbiate dimostra di non volere (e semmai lo volesse non potrebbe)
dichiarare decaduto quel programma edilizio. Sottolineavo inoltre che per dare
soddisfazione al ridicolo misirizzi di Mombello la collettività dovrebbe
sborsare circa 850.000 €. (Naturalmente costui, al quale certamente non mancano
i soldi per un ricorso al TAR, nonostante la profluvie di boria indirizzata dal
suo blog alla dirigente del Comune che gli aveva negato l’ostensione della
consulenza, si è guardato bene dall’adire le vie legali).
Ora circola, ormai da
settimane, un’altra mistificazione montata in società dal Comitato delle
Pacciade e dall’Asinistra Partecipata, che dopo alcuni mesi dall’approvazione e
dopo un mese dalla pubblicazione del PTC della Provincia di Monza e della Brianza hanno scoperto di avere come “santi in Paradiso” il presidente e la
giunta di centro-destra della Provincia, senz’altro
riconosciuti e proclamati paladini, anzi baluardi, della difesa del suolo! Facendo un uso
mistificante (vale a dire falsificante)
di una planimetria del PTC, si sono
dati a scrivere e a diffondere una valanga di frasi demenziali a proposito di
aree “vincolate “ alle attività agricole, che molti hanno ripreso. Fra gli altri,
l’assessore all’urbanistica in carica
(ma questi, che vorrebbe avere mano libera per concordare le speculazioni che è venuto a concordare, fa solo finta di essere convinto che quelli della provincia siano veri vincoli) e quello dimessosi da un paio di mesi, che invece si
fa suggestionare dal Comitato delle Pacciade fino al punto di convincersi di
non essersi accorto (mannaggia!) di avere come potente alleato la giunta di
centro-destra della Provincia, e addirittura dichiara di essersi pentito delle
sue dimissioni!
Ma prima di elencare le
demenzialità del Comitato delle Pacciade e dell’Asinistra Partecipata, è
opportuno prendere nota dei seguenti fatti.
1) Fra le planimetrie del PTCP approvato nello scorso
mese di luglio dal Consiglio Provinciale di Monza e della Brianza, quella nella
quale sono indicate quali e quante sono le aree del territorio comunale di Limbiate che la Provincia intenderebbe per il momento destinare
all’”Attività Agricola di interesse
Strategico” (AAS) è la
“Tavola 7b” e non la “Tavola 7a”
[qui ed in seguito i
grassetti sono miei, ndr; per vedere
le tavole fare click, rispettivamente, su Allegato
“A - Tavola 07b" e su Allegato
“A - Tavola 07a"]. Si deve dire “intenderebbe
per il momento” perché é necessario prendere atto (come vedremo più avanti)
che la destinazione ad “AAS” potrebbe avere una durata di pochi mesi,
poiché in realtà essa è… condizionata e
potrebbe essere annullata dal Comune. In questa tavola è scritto a
caratteri quasi cubitali “Quadro
Progettuale”, infatti essa ha come titolo “Ambiti destinati
all'attività agricola di interesse strategico”,
2) La “Tavola 7a”
è stata aggiunta al momento dell’approvazione
del PTCP, per adempiere ad una prescrizione della Regione Lombardia formulata
in sede di esame del PTCP adottato alla fine del 2011. Tuttavia, a differenza
della “Tavola 7b”, la planimetria denominata “Tavola 7a” rappresenta solo un ”Quadro conoscitivo” (anche questa dicitura è
scritta con caratteri quasi cubitali) nel quale sono riportati, oltre agli “Ambiti ecc.” della”Tav 7b”,
una serie di “Rilevanze
del Sistema Rurale” (questo è il titolo della tavola).
3) “Rilevanze ...”, questa specie di barbarismo semantico del burocratese sta per “Attività
agricole rilevate” (vedremo poi quanto effettivamente
rilevabili), ma il suo contenuto, a differenza di quello della planimetria
Allegato
“A - Tavola 07b", non ha alcun
valore prescrittivo, poiché serve invece per fornire ai Comuni una serie di
“conoscenze” delle quali devono tener conto (ma anche a questo proposito è
necessario vedere quanto effettivamente) per la destinazione nel
PGT di alcune aree agricole comunali (alcune,
e non certo, come vedremo più avanti,
tutte quelle nelle quali la Regione e la Provincia avrebbero
registrato “rilevanze” di attività agricole.
4) Nell’Allegato
“A - Tavola 07b" le aree destinate ad AAS sono solo tre e fra esse se ne ritrova solo una (ma
vedremo fra poco perché) delle nove
che le “osservazioni” del misirizzi di Via Monte Sabotino e del Comitato delle
Pacciade proponevano di destinare ad AAS. Otto
di queste “osservazioni” sono state respinte (come risulta
dagli atti istruttori delle controdeduzioni della Provincia) o con la
motivazione “[perché] non è coerente con i criteri per la
individuazione degli ambiti”, oppure “[perché]
determinerebbe…l’eliminazione della
qualificazione stessa ad AIP” (Ambito di Interesse Provinciale). Per la
nona area, la proposta era di destinare ad AAS un’area (quella di Via Ravenna)
che già nel PTCP adottato aveva questa destinazione. Quindi era una proposta del tutto inutile.
5) Rispetto alle aree
del territorio di Limbiate destinate ad AAS dal
PTCP adottato alla fine del 2011, l’Allegato
“A - Tavola 07b" approvato nel luglio del 2013 non presenta, quindi, alcun aumento, né per quanto riguarda il numero né per quanto riguarda la superficie:
le aree con destinazione urbanistica "AAS" erano solo l’area di Via Gor‘kij,
quella di Via Ravenna e una minuscola area adiacente le vie Valcamonica e
Valgardena. Solo queste sono riportate nella planimetria del PTCP approvato,
senza alcun aumento di superficie.
Invero,
nella tavola approvata sono state
aggiunte, su richiesta della
Regione, le aree già destinate ad attività agricole dalla Variante
Generale del PTC del Parco Regionale
delle Groane approvata alla fine del 2009,
ma si tratta di una destinazione agricola che era
e sarebbe rimasta vigente anche senza la sua rappresentazione nella tavola
del PTC provinciale.
Basterebbero questi
richiami per rendersi conto che quello che scrivono il Comitato delle
Pacciade e il consigliere grant e gross,
ma pussè ciula che baloss (o chi per lui), è solo un
abbaglio post-prandiale, o un delirio mentale e/o politico. In ogni caso, una ennesima
mistificazione, una falsificazione
della realtà, un tentativo di manipolare
l’opinione pubblica. Come fa la peggiore
politica politicante; e vi si dedicano sistematicamente non solo un reazionario sanfedista come Mauro Varisco ma anche un minuscolo gruppo di pagliacci che abusano delle parole "sinistra" e "partecipazione"!
Per chi non le avesse già
lette, queste sono le frasi demenziali del misirizzi di Mombello e del Comitato
delle Pacciade:
- “abbiamo scritto alla
Provincia ..., il risultato è stato a dir poco strabiliante”;
- “la Provincia ha
accolto tutte le
osservazioni”;
- “alcune aree sono state
vincolate pesantemente, aree
agricole strategiche”;
- “altre sottoposte a vincoli agricoli,
allevamento o piantumazione, renderanno
parecchio difficile la loro trasformazione in aree edificabili”;
- “gli impegni presi dal Presidente della Provincia
sono stati mantenuti”;
- “un dono alle
generazioni future”;
e queste quelle del consigliere grant e gross, ma pussè ciula che baloss:
- “abbiamo riscoperto il significato di avere santi in
paradiso”;
- “abbiamo capito l’importanza della frase che spesso
utilizziamo: “Se Dio vuole …”
- “è la
Provincia … a regalarci queste riflessioni ampliando le aree
agricole”;
- “ricordiamo il nostro voto contrario in Giunta nelle
osservazioni su via Ravenna e via Gorky fatte dalla Giunta";
- “mezza cava del quartiere
Risorgimento è area agricola strategica”;
- “i campi su Mombello area
per diverse coltivazioni, allevamento – agriturismo – vendita diretta;
- “via Ravenna area
agricola strategica”;
- “aree per la coltivazione
in via Trieste”;
- “OGGI È UN BEL GIORNO PER
COLORO CHE VERRANNO !”
[segue]
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venerdì 8 novembre 2013
La Dr.ssa Leuzzi non garantisce la trasparenza. Il Dr. Grimaldi è incompatibile
Sul
modo in cui è stato nominato l’Organismo Indipendente di Valutazione del Comune
di Limbiate, sulla misura del compenso a questo assegnato e sui premi
incentivanti che su proposta dell’O.I.V. sono stati assegnati per il 2011 ai
dirigenti del Comune, il 10 luglio 2012 ho presentato alla Corte dei
Conti un circostanziato esposto, corredato con le copie dei documenti che
comprovano questi atti, compresi quelli
con i quali è stato nominato “quale
Organismo indipendente di Valutazione monocratico la Società Dasein di Torino…nella
persona del Dott. GRIMALDI DANILO” [Superpremi ai dirigenti: esposto alla Corte dei Co...].
Il 20 agosto 2013 ho presentato una
richiesta di Accesso Civico ex art. 5 del D.lgs. n. 33/2013, con
la quale ho chiesto, fra l’altro, anche la pubblicazione, che sarebbe
obbligatoria, del Decreto Sindacale e dei conteggi, formulati sulla base delle valutazioni dell’O.I.V.,
relativi ai premi assegnati ai dirigenti per il 2012.
Il 13 settembre 2013 il Responsabile
Trasparenza, Segretaria Generale Dr.ssa Maria Leuzzi, con una striminzita, logicamente
incongrua e soprattutto illegittima motivazione mi ha risposto che “l’Accesso Civico non può essere applicato
alla fattispecie in quanto [sembra convinta lei, ndr] afferisce alle
previsioni espressamente contenute nel decreto legislativo n. 33/2013”.
Sono
stato costretto, quindi, a presentare un ricorso al T.A.R., come già fui
costretto a fare non molto tempo fa, quando la negazione di un altro accesso
agli atti fu poi seccamente condannata dal T.A.R. di Milano, che ordinò al
Comune di Limbiate di risarcire integralmente le spese legali e di giudizio
(che sommate al compenso per il legale del Comune provocarono un danno
erariale di oltre 4.300 €).
Pare
ora che la Dr.ssa Leuzzi,
opportunamente consigliata, voglia fare marcia indietro per quanto riguarda
l’Accesso Civico. Pretenderebbe, però, come già pretendeva nell’altra
occasione, che io, per ottenere da lei il rispetto di un preciso obbligo di
legge, mi accollassi le spese del procedimento che lei, con una delle sue solite vessazioni, mi ha costretto ad avviare. Ho già fatto sapere alla Giunta Comunale, per il tramite
dell’Assessore incaricato di una trattativa amichevole con me, che non accetto
questa pretesa.
Il 30 ottobre 2013 con un’altra richiesta di Accesso Civico* ho chiesto
che fosse rispettato l’obbligo di pubblicare sul sito web del Comune l’Atto di
nomina dell’O.I.V., come dispone la
CIVIT (Commissione
Indipendente per la
Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni Pubbliche –
Autorità Nazionale Anticorruzione). Questa pubblicazione è avvenuta il 4 novembre u.s.,
quindi con oltre due anni di ritardo;
tuttavia non me ne è stata inviata alcuna comunicazione (come invece sarebbe obbligatorio).
Il
documento è stato pubblicato, però, in una forma manifestamente diversa dall’atto firmato dal Sindaco due anni fa, per tentare, ma assai
maldestramente, di accreditare che non si è trattato di una nomina conferita ad una persona giuridica,
la
Società Dasein Srl (come a suo tempo aveva stabilito la
Delibera della Giunta Comunale n. 206 del 18-10-2011, e
come ha registrato il Collegio dei Revisori dei Conti nel suo verbale n. 4 del
3-5-2012!), bensì della nomina di una persona fisica, il Dr. Grimaldi.
Qual
è il motivo di tale e tanta mancanza di trasparenza? Perché si tenta di
accreditare che l’O.I.V. nominato non è
la persona giuridica Dasein Srl
di Torino, bensì la persona fisica
Dr. Danilo Grimaldi?
Non
certo perché la nomina della “Società Dasein Srl di Torino…nella persona del
Dr. Danilo Grimaldi” costituisca chissà quale difformità dalle norme della
CIVIT: infatti solo dopo la nomina dell’O.I.V. del Comune di Limbiate la Commissione ha deliberato
che “i soggetti diversi dalle persone
fisiche non possono essere nominati componenti dell’O.I.V.” (Delibera n. 29
del 5 dicembre 2012), ed ancora più tardi ha precisato che ciò vale “anche nell’ipotesi in cui il conferimento
dell’incarico avvenga scindendo il rapporto personale con il candidato dal
rapporto economico, prevedendo l’erogazione del corrispettivo ad una società
per l’attività prestata dal singolo” (Delibera n. 12 del 27 febbraio 2013, “che si applica al
caso di nuove nomine e di rinnovo delle nomine degli O.I.V.” – faq
CIVIT del 15 maggio 2013).
Gli scalcagnati Quattro dell'Ave Maria - i cui rappresentanti in Giunta a suo tempo avevavo approvato sia la nomina di Dasein-Grimaldi, sia le "valutazioni" di quest'ultimo (con le quali ai dirigenti sono stati assegnati enormi premi: click Il sepolcro imbiancato dell'Asinistra di Limbiate) - ancora una volta, nella fretta di scopiazzare pasticciano e vanno fuori strada, anche a proposito dell'organo di indirizzo politico-amministrativo che può nominare l'O.I.V.: secondo la CIVIT, seppure discutibilmente, può ben essere il sindaco - senza contare che prima del decreto di nomina firmato da De Luca era stata approvata una delibera della Giunta Comunale.
Sembrerebbe,
quindi, che non vi sia nulla di veramente irregolare nel fatto che i pagamenti
per l’attività di O.I.V siano stati fatti su fatture intestate alla Dasein Srl.
Solo
che, ed è
questo il motivo per cui su tutto ciò che riguarda l’O.I.V, la Dasein Srl e il Dr. Grimaldi l’oscurità, e non
la trasparenza, deve essere accuratamente salvaguardata,
IL DR. DANILO GRIMALDI È SOCIO
DI MAGGIORANZA
E PROCURATORE SPECIALE DELLA
DASEIN Srl!
Avviene dunque che l'heideggeriano Dr. Grimaldi,
come socio di maggioranza e procuratore speciale della Dasein Srl (della quale detiene una quota consistente
anche la figlia), sia beneficiario
di compensi per attività varie di “formazione” erogati con determinazioni (queste, a suo tempo regolarmente pubblicate) dei
dirigenti e dei titolari di PP.OO. del Comune di Limbiate, i quali a loro volta percepiscono
premi "incentivanti" sulla base delle valutazioni e delle proposte dell’O.I.V.
del Comune di Limbiate, IL DR. DANILO GRIMALDI
STESSO.
UN CASO LAMPANTE DI
INCOMPATIBILITÀ
(E NON SOLO DI INCOMPATIBILITÀ)
(E NON SOLO DI INCOMPATIBILITÀ)
* Lunedì 11 novembre presenterò altre 40 richieste di Accesso Civico ex art. 5 del D.lgs. n. 33/2013, per documenti la cui pubblicazione - obbligatoria - è stata omessa.
(Questo testo riproduce, con alcune inessenziali aggiunte, il volantino distribuito la sera del 6 novembre u.s. di fronte al Consiglio Comunale. Nonostante i molti sistemi di insonorizzazione messi in funzione e la crescita esponenziale degli ordinativi della Permaflex, lo sconquasso è stato grande).
mercoledì 11 settembre 2013
" Para que un pueblo llegue a construir una sociedad distinta, se necesita un pueblo organizado y consciente "
Entrevista a Salvador
Allende realizada por Saul Landau a principios de 1971
La última foto de Allende y otras imágenes del golpe
de Estado
mercoledì 28 agosto 2013
Appello contro le azioni di guerra in Siria
Il
popolo siriano è vittima quotidiana delle peggiori atrocità in una guerra
civile che – secondo le Nazioni Unite – ha già fatto centomila morti e milioni
di sfollati.
La
situazione in Siria è drammatica, ma un intervento militare non servirà a
pacificare il Paese. L’ultimo decennio ha mostrato che le guerre alimentano ed
esasperano violenza e fondamentalismi di ogni tipo. E’ sufficiente guardare la Libia, l’Afghanistan, o
l’Iraq “pacificato”, dove attentati e vittime civili continuano a essere
all’ordine del giorno nell’indifferenza generale.
La
guerra causa sempre vittime innocenti: più del 90 percento civili inermi.
Per
questi motivi l’Italia ripudia la guerra. E la Costituzione non dice
che l’Italia può cedere sovranità per fare guerre ma, anzi, afferma che il
nostro Paese pur di assicurare pace e giustizia tra le Nazioni è disposta a
“cedere parte della sua sovranità”.
Nessuno
lavora sulla prevenzione dei conflitti e sul rispetto dei diritti umani,
l’unica vera via per costruire la pace. Al contrario, la storia ci insegna che
le grandi potenze soffiano sul fuoco per alleanze politiche o interessi
economici, anche legati alla vendita di armi, ignorano le violazioni di diritti
umani quando queste vengono commesse dai propri alleati.
Sarà
il popolo siriano a fare le spese del prossimo intervento militare. Quel popolo
ha bisogno della comunità internazionale, ma non dall’alto di un bombardiere:
ha bisogno che sia la diplomazia, in tutte le sue facce, a farsi avanti, a
costruire un tavolo di proposte con dei mediatori davvero credibili. Ha bisogno
che la comunità internazionale smetta di considerare la guerra come opzione
possibile: per costruire la pace è necessario praticare i diritti.
Un
intervento armato non porterà soluzioni, ma un crescendo di lutti e disastri.
L’Italia si metta a lavorare per costruire nel mondo pace e diritti e si chiami
fuori da questa guerra, chiunque decida di farla.
PRIMI
FIRMATARI: Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Maso Notarianni, Marcello Guerra,
Cecilia Strada, Christian Elia, Fiorella Mannoia, Alessandro Gilioli,
Alessandro Robecchi, Massimo Torelli, Guido Viale, Marco Revelli, Frankie
HI-NRG MC, Stefano Corradino.
martedì 30 luglio 2013
"l'insegnamento di Romeo di fare politica per il bene comune" (!!!)
C'è una ripugnante bestialità nell'uomo [...]
ma quando è allo stato puro la vedi dall'alto della tua vita spirituale
e la disprezzi, e sia che tu cada o resista, rimani quello di prima;
ma quando questa stessa animalità si dissimula sotto una copertura
pseudo-estetica,
poetica [o politica; ndr], e prende considerazione,
allora, divinizzando l'animalità,
ti perdi in essa, e non distingui più il bene dal male.
Allora è terribile.
Lev Tolstoj, Resurrezione, 1899
[29 marzo 2012 Un sindaco che ci è e ci fa: eletto dal centrosinistra rivendica l’eredità del suo predecessore di centro-destra]
«…ancora una volta, nel consiglio comunale di ieri sera,
dopo la rozza apologia del dimissionario Romeo, recitata dai consiglieri della
sua lista, dopo l’auto-agiografia di Fortunati e della sua giunta di quindici
anni fa, preparatoria dei dieci anni di Romeo (basti ricordare la
privatizzazione, nei fatti, dei servizi pubblici, la trasformazione di decine e
decine di migliaia di metri di aree standard in aree edificabili, la
cementificazione di Piazza della Repubblica), come ulteriore ma certamente non
ultima dimostrazione che De Luca è un sindaco che ci è e ci fa, questi
ha voluto riconoscere
"l'insegnamento
di Romeo di fare politica per il bene comune".
Ed ha
aggiunto, come... chiosa storica:
“non ho voluto scendere in politica (espressione
sintomatica) cinque anni fa per
non mettermi contro Romeo, perché ho
sempre pensato che quello che
stava facendo per Limbiate era molto bello”.
Il pubblico del
centro-destra ha applaudito. Dai banchi del centrosinistra non si è elevata una
sola protesta, né una richiesta di spiegazioni. Nemmeno dai banchi della lista
dell’Asinistra, né da quello dell’Italia dei Valori bollati e dei sali e
tabacchi.»
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