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mercoledì 17 settembre 2008

Cialtronerie "Quattro Stagioni" di un cementificatore fallito e connivente

Salvatore Ricciardi

Millantato credito politico

È falso che il PD abbia collaborato “senza chiedere nessuna visibilità” al lavoro e alle spese per presentare ricorsi ed esposti sui famigerati “Programmi Integrati d’Intervento” di via Monte Sabotino e via Belluno. Per l’ennesima volta la Guida e Grande Timoniere di questo gruppetto, che si attribuisce il nome di Partito con la stessa disinvoltura con la quale Giacomo Casanova si attribuiva il titolo di “Cavaliere di Seingalt” (le parole non hanno padrone e per il loro uso non si pagano gabelle) - per l’ennesima volta tale Campisi millanta un credito politico che non può rivendicare [v. Idiozie di fine estate sul suo blog].

La visibilità il suo partito finto se l’è presa già alcuni mesi fa, prima delle elezioni politiche, quando ha stampato su un suo foglietto elettorale che il PD aveva presentato un esposto alla Corte dei conti. Era falso. Pura propaganda elettorale. Era esattamente ciò da cui aborrivano ed aborrono.

A quell’epoca, come sempre, questo stratega e la sua squadretta di guerrieri della via Pál, all’occorrenza estraevano dal loro kit di “oppositori” alcune frasette contro la “cementificazione”, ma si disinteressavano totalmente sia del lavoro per approfondire la conoscenza specifica dei PP.II.II. (fondamentale, per chi non si accontenta di frasi fatte, per individuare i punti deboli da attaccare), sia del lavoro per trovare i modi (e le sedi, che non si trovano nella sala consiliare) con i quali è realmente possibile farli saltare, nonché del lavoro per mantenere vivi l’attenzione e il sostegno dei cittadini, e per trovare i finanziamenti necessari - poiché per le spese non sarebbero certo bastati i loro “gettoni”.

I giovanotti erano invece interessati a inventarsi una tribunetta dalla quale chiedere qualche voto in più. A tal punto che la loro Guida e Grande Timoniere, convinto sostenitore anche delle peggiori forme di realpolitik, a chi gli rimproverava la frottola ignobile, rispose con un sorrisetto di compatimento che… suvvia, si sa che in campagna elettorale per raccogliere voti si raccontano balle!

Ho già ricordato [v. il post Chi si batte contro lo scempio del territorio e il malaffare dei Piani Integrati d’Intervento di Via Monte Sabotino e di Via Belluno] di aver scritto queste cose QUASI TRE MESI FA, nel post Gavroche nella Villa Mella]. Senza alcuna smentita.


Notabili paesani

Quindi, se costoro hanno speso migliaia di euro, li hanno spesi solo per coltivare il loro orticello, per tentare di mettere in piedi un partito che come tale è inesistente e funziona solo come comitato elettorale che alcuni notabili paesani, per mantenere la loro visibilità, usano tra un’elezione e l’altra come veicolo di polemiche verbali fittizie. Non è il caso, in questo momento, di dilungarsi sulla natura e la funzione di simili “formazioni politiche”, e quindi rinvio all’estratto di un classico della sociologia politica che ho messo in questo blog qualche tempo fa: [Formazione della volontà politica].

Nel Consiglio Comunale gli appartenenti alla cosa che attualmente si chiama PD si sono distinti solo per sconfortante pressapochismo. Le poche critiche puntuali certo non sono venute da loro. Fuori dal Consiglio in questi mesi si sono dedicati esclusivamente a mettere in moto il loro giocattolino, come del resto lo stesso Grande Timoniere dichiara. Altro che “fare opinione”! Hanno bisogno di un paio d’anni per crescere; dopo ci diranno infine di cosa si interesseranno… in vista delle elezioni. Ad ogni seduta del consiglio comunale naturalmente blaterano all’impronta su tutto lo scibile umano; intanto, chi gli ha affidato un mandato di rappresentanza popolare veda di sbrigarsela da solo.


Come venir meno alla parola data

È falso che i consiglieri del PD abbiano aderito con convinzione all’iniziativa di presentare ricorsi in tutte le sedi possibili contro i PP.II.II.. Campisi mandò tre consiglieri del PD su cinque ad una riunione nella quale, comunque, anche se malvolentieri e dopo tentativi d’insabbiamento, assunsero impegni a nome del loro gruppo. Presentati i ricorsi, Campisi commentò per iscritto: ”Molto bene”. Poi hanno cercato di non rispettare fino in fondo gli impegni, pretendendo che gli altri si mettessero ad aspettare che il loro “partito” raggiunga almeno l’età puberale. Proprio per questa pretesa, oltre che per la malafede e la cafoneria ostentata da uno stagionato giovanotto deprivato di qualsiasi creanza (oltre che di qualsiasi preparazione politica), alla fine sono stati congedati [v. il post Gavroche nella Villa Mella]. Su questa deprimente vicenda potrebbero essere esibite, naturalmente, testimonianze orali e scritte.

Che alcuni di loro abbiano versato in totale poche centinaia di euro è già stato dichiarato, senza alcuna sollecitazione preventiva, dal sottoscritto [v. il post Chi si batte contro lo scempio del territorio e il malaffare dei Piani Integrati d’Intervento di Via Monte Sabotino e di Via Belluno]. Ma, vista l’esperienza passata, era anche necessario mettere subito in chiaro, ancora una volta, per evitare appropriazioni indebite, come realmente si sono svolte le cose (con l’apporto di singoli cittadini ma senza l’intervento di comitati divenuti inconsistenti ormai da molto tempo, checché ne dicano certi giornalacci al servizio di Romeo e, previa consultazione, in sintonia con Campisi).

A questo ragazzotto malcresciuto, che parla sempre con le gorge turgide, va ricordato però che i gettoni di presenza dei consiglieri sono soldi pubblici, usciti dalle tasche dei cittadini (tutti) che gli hanno affidato un mandato di rappresentanza popolare ma non partitica, e non spetterebbero affatto al suo partito finto. Egli, con la mediocre storiella che ha rinunciato ai gettoni di presenza, esibisce solo stolida demagogia, sconfortante ignoranza della storia della democrazia rappresentativa ed estraneità antropologica alla sinistra e ai suoi valori.

(Qualche tempo fa ‘stu muccusedhu, che fa parte di un “partito” che ha cancellato la parola ”sinistra” anche dal suo nome, pretendeva di venire a spiegare a me, che almeno ho accumulato qualche esperienza in più e diversa da quelle accumulate (?) da lui esclusivamente nella sala consiliare, e che non mi sono mai pentito di essere di sinistra, che io farei parte di una generazione (della quale in realtà egli nulla sa) che ha “ridotto la sinistra” ecc. ecc …!).


Estraneità alla democrazia popolare

Più di un secolo fa il movimento operaio, dopo aver determinato in gran parte, in tutta l’Europa, le forme moderne della politica attraverso l’invenzione del partito di massa, a prezzo di lotte durissime riuscì a strappare l’indennità per gli eletti nelle assemblee legislative. Era la condizione per consentire anche ai lavoratori e ai loro partiti di agire nelle istituzioni, nelle quali altrimenti avrebbero potuto agire solo i ricchi, che avevano tempo e denaro a disposizione. (Che questa indennità in alcuni casi sia irrisoria e in altri, invece, abbia raggiunto livelli di rivoltante degenerazione, è altro discorso). Il nostro sprovveduto giovanottello, lasciando nella cassa del Comune la sua indennità, in realtà priva i cittadini di una seppur modestissima possibilità di affrontare, all’occorrenza, le spese per azioni concrete, per esempio, contro questa giunta. Poi, assunto il suo solito tono sapienziale, rilascia ricette come la seguente: “L’Italia ha bisogno di uomini nuovi con una visione “francescana” ed eroica della politica, fatta di povertà, amore per il prossimo e sacrificio” [già da me satireggiata in Farmacia dell’avvenire].

Non posso rimandare alla fonte originaria della “massima” citata perché il galantuomo, qualche tempo fa, per cancellare le porcherie che gli rimproveravo di aver scritto e/o pubblicato su questo e su quella, ha cancellato tutto il suo vecchio blog Limbiate politik [v. Stupidera, Il politico del K, Come Wojtyła, Prodromi di conversione?]. Questa è la vera ragione della chiusura di quel blog. In quello nuovo, a quanto pare, nonostante i dissimulati propositi di ravvedimento, è tornato rapidamente a scrivere scemenze e porcherie.


Sceneggiata napoletana

Campisi crede di essere in una sceneggiata alla Mario Merola, e gorgheggia singhiozzi sulla ristrettezza del suo bilancio familiare, sul pane da togliere dalla bocca della figlia… Che squallore! Quale improntitudine! Questo cialtrone omette che, se dovessimo esprimerci con i suoi stessi termini, allora dovremmo dire che qualcun altro, che ha un bilancio familiare ben più ristretto, ha dovuto “togliersi il pane dalla bocca”, pur di mantenere la parola data fidandosi, tra l’altro, degli impegni preventivamente presi di fronte a molte persone dal gruppo consiliare del PD!


Cementificatore fallito

CAMPISI NON PUÒ (E NEMMENO VUOLE) CONTRASTARE DAVVERO LA POLITICA DELLA GIUNTA ROMEO. Egli, infatti, è solo… un cementificatore fallito. Infatti, dopo aver accettato come dio il mercato, e la conseguente funzione ancillare della politica, egli e i suoi amici, a cominciare dal minuscolo conducator dal quale sono andati a scuola, si sono rivelati impreparati per servire il mercato con almeno qualche (vera) capacità, e sono stati fatti fuori da concorrenti che nel ramo della politica affaristica sono ben più capaci e attrezzati. Fossero stati capaci di mantenere il potere, Fortunati e Campisi avrebbero continuato a fare quello che già avevano cominciato in grande stile.

CAMPISI, INFATTI, È UNO DEI RESPONSABILI DELLA CEMENTIFICAZIONE DI PIAZZA DELLA REPUBBLICA. Un caso unico, a livello mondiale, di dissennatezza politica. Mi è capitato di raccontare la cosa in un seminario del Forum Urbano dell’ONU di Barcellona (settembre 2004). Un'urbanista tedesca fece una battuta scherzosa chiedendomi se in Italia non esistono gli ospedali psichiatrici. Per restare sullo stesso tono risposi accennando, tra l’altro, alla legge Basaglia, all’apertura dei manicomi, due dei quali erano proprio a Limbiate… Mi interruppe un amico, funzionario del Ministério das Cidades brasiliano, che commentò: Então é por isso! [allora la ragione è quella]. (Naturalmente io difendo la cosiddetta legge Basaglia).

CAMPISI È RESPONSABILE ANCHE DI MOLTO ALTRO. Ne riparlerò in un prossimo post. Per il momento mi basta ricordare che alla fine del primo mandato del centrodestra, con i suoi amici egli pretendeva di fare il verginello accusando Romeo e la sua ciurma di aver cementificato Limbiate. Costoro ebbero buon gioco nel ricordargli, con un volantino pieno di cifre, che due terzi almeno degli interventi edilizi da loro realizzati erano stati decisi dalla giunta Fortunati, nella quale Campisi aveva il ruolo di capogruppo finto, ma votante realmente. Campisi dovette (ma solo per un po’, ahimé!) cucirsi la bocca.


Danneggiatore della cassa pubblica

L’obbrobrio di piazza della Repubblica non è tale solo per il cemento. Sicuramente, anche in quel caso l’area è stata ceduta alla cooperativa di area PDS e ora PD a prezzi stracciati, esattamente come è avvenuto con il P.I.I. di Via Monte Sabotino. Campisi ha mai fatto una denuncia, in una forma qualsiasi, di questo sicuramente ingente danno erariale (che si è aggiunto al danno ambientale)? No.

Tempo fa egli ha preteso di raccontare - proprio a me, pensate! – di aver fatto autocritica con due- frasette-due pronunciate con tono salottiero. (Esilarante, se non fosse indecoroso).

CAMPISI VUOLE DIMOSTRARE CHE, INVECE, SI È PENTITO DAVVERO? Bene, abbia allora il coraggio di un atto di “eroismo” francescano (mi si scusi l’ossimoro, ma è la prosopopea del nostro): si cosparga il capo di cenere, si procuri i documenti e, anche se probabilmente ormai è troppo tardi, ne denunci pubblicamente tutte le porcherie che sicuramente vi sono contenute e i loro autori, ANCHE SE FANNO PARTE DELLA SUA PARROCCHIA. E non si preoccupi se, dopo tre lustri come consigliere comunale, ancora non capisce niente di certi documenti (che in realtà, con minimo sforzo, sono alla portata di tutti). Glieli spiego io. Gratis.


Il partito trasversale del cemento

Al centro della speculazione edilizia chiamata P.I.I. di via Monte Sabotino ci sono alcune perizie fatte apposta per dimostrare che i terreni che il comune voleva vendere ai palazzinari (o monetizzare in cambio della mancata cessione per gli standard urbanistici, valevano solo un poco più di niente [v. il post Chi è stato beneficiato da chi con il P.I.I. di Via Monte Sabotino]. Almeno uno dei progettisti del P.I.I. è (o è stato) dirigente e candidato” dei DS/PD. C’è più di un dubbio che il piano finanziario che ha presentato non abbia nessuna veridicità e sia stato steso con l’obbiettivo di favorire gli speculatori. Io ho già portato tutti i documenti alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica. Campisi, sedicente fustigatore dell’immoralità pubblica che i documenti del P.I.I. li ha avuti a disposizione già nell’ottobre del 2007, e che avrebbe potuto leggerli ben prima di me, non lo ha fatto (guarda che caso!), e sicuramente non li ha letti davvero.

Poco più di due anni fa, la cooperativa degli amici di partito di Campisi è stata beneficiata ancora una volta con la cessione per quattro soldi di un terreno comunale valutato da una perizia preparata ad hoc (deliberazione G.C. n. 102 del 25-5-2006). Indovina chi ha fatto la perizia? Gli stessi “consulenti” che hanno "periziato" i terreni di via Monte Sabotino. AVETE CAPITO QUALI SONO LE VERE RAGIONI DEL DISINTERESSE DI CAMPISI PER GLI ESPOSTI ALLA MAGISTRATURA CONTABILE E A QUELLA ORDINARIA?


Opportunità di ravvedimento operoso

Ma non sbarriamo le vie della Divina Provvidenza, che, come si sa, sono infinite. Su quest’altro malaffare io ho già pronto un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. CAMPISI SAREBBE DISPOSTO A DIMOSTRARE IL SUO SINCERO E OPEROSO RAVVEDIMENTO FIRMANDOLO CON ME O ANCHE DA SOLO? Se lo facesse potrei astenermi dal satireggiare: a) lui fino a Natale; b) lo statista postelegrafonico fino a San Martino; c) lo strepitante Gavroche fino alla prossima settimana. Giuro.


[V. anche Max Weber, [La comunissima vanità, nemica mortale di ogni concreta dedizione e di ogni distanza nei confronti di se stessi]]

giovedì 4 settembre 2008

Chi si batte contro lo scempio del territorio e il malaffare dei Piani Integrati d’Intervento di Via Monte Sabotino e di Via Belluno

Salvatore Ricciardi



L’intenso, assorbente lavoro di studio, analisi, discussione, coordinamento di iniziative sui Piani Integrati d’Intervento di Via Monte Sabotino e di Via Belluno, che ormai dura da circa dieci mesi, è stato sostenuto soprattutto da alcuni consiglieri d’opposizione, esclusi l’Italia dei valori e il PD.

Quest’ultimo “grande partito” (è così che in ogni plaga d'Italia loro stessi se la cantano e se la suonano) ha fornito, ma obtorto collo, solo un modestissimo sostegno iniziale: le firme per la convocazione di un paio di consigli comunali e un irrisorio finanziamento (e solo di alcuni dei suoi consiglieri). Tutto qui.

La loro guida e grande timoniere, sedicente cattivissimo fustigatore di… pulci, dopo aver fatto un paio dei suoi abituali shows verbali, si è disinteressato dei PP.II.II. e non ha tirato fuori nemmeno un baiocco. Un loro statista postelegrafonico pare che abbia ammonito gravemente che non è così [cioè informando la magistratura di certe malefatte] che si fa politica. Il Gavroche del loro gruppo consiliare, perennemente strepitante ed esilarato, prima ha sbraitato che mai si abbasserà a spulciare le carte, e poi ha scritto che lui fa le barricate nella sala consiliare, dove tuttavia i banchi e le sedie sono rimasti sempre al loro posto senza subire nemmeno un graffio. (Altri particolari su certi costumi politici del PD limbiatese nel post Gavroche nella Villa Mella del 21 giugno 2008).

Il fatto è che gli scheletri, come si sa, fanno paura, soprattutto se rischiano di saltar fuori all’improvviso dagli armadi che qualcuno si è messo ad aprire sistematicamente. (Chi non ha relazioni di parentela con quelle reliquie, tuttavia, non ha paura e presto consentirà a quegli scheletri di prendere un po’ d’aria e di asciugare le ossa al sole).

Ben diverso il comportamento di molti cittadini di diversi orientamenti politici che, del tutto tetragoni agli insegnamenti dei consumati strateghi del PD locale, si sono impegnati di persona. In molti casi, non potendo rivolgersi a nessuna magistratura, perché non interessati direttamente dai PP.II.II., hanno contribuito (alcuni con cifre minime, ma comunque politicamente significative, altri con cifre anche consistenti) a sostenere gli ingenti costi economici delle seguenti azioni:


- un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale 20 dicembre 2007 n. 86 (approvazione del “P.I.I. in Via Monte Sabotino ecc.”);

- un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per l’annullamento della delibera di Giunta Comunale 21 maggio 2008 n. 111 (“rettifica degli artt. 7 e 8 dello schema di convenzione allegato” al P.I.I. di Via Monte Sabotino);

- un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ex art. 8 del D.P.R. 1199 del 24 novembre 1971, per l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale 20 dicembre 2007 n. 86 (approvazione del “P.I.I. in Via Monte Sabotino ecc.”);

- un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ex art. 8 del D.P.R. 1199 del 24 novembre 1971, per l’annullamento della delibera di Giunta Comunale 21 maggio 2008 n. 111 (“rettifica degli artt. 7 e 8 dello schema di convenzione allegato” al P.I.I. di Via Monte Sabotino);

- un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ex art. 8 del D.P.R. 1199 del 24 novembre 1971, per l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale 20 dicembre 2007 n. 85 (approvazione del “P.I.I. in Via Belluno ecc.”);

- un esposto sul P.I.I. di Via Monte Sabotino alla Procura Regionale della Corte dei Conti (su diverse ipotesi di danno erariale);

- un esposto sul P.I.I. di Via Monte Sabotino alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti (su alcune ipotesi di illiceità);

- un esposto sul P.I.I. di Via Monte Sabotino alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano (su alcune ipotesi di reato penale).

Sono già in fase di elaborazione o di studio azioni su molte altre questioni, che potrebbero finire per colpire non solo i politici (politici ?!), ma anche alcuni funzionari (in carriera e non) che non hanno alcun senso della realtà, delle leggi e delle reali dimensioni delle figure che incarnano (veri casi di falsa coscienza), nonché alcuni "operatori economici". Saranno indirizzate a diverse magistrature, con l’esclusione della Sacra Rota, del Tribunale Militare in tempo di pace e del Magistrato delle acque, ma solo perché, purtroppo, su certe questioni non hanno giurisdizione.


[]


sabato 21 giugno 2008

Gavroche nella Villa Mella


Salvatore Ricciardi



"Qualche mese fa, nonostante le nostre barricate in consiglio comunale, l’amministrazione Romeo... ha autorizzato la costruzione di altre centinaia di appartamenti in via Belluno".

Le due righe e mezza che precedono si trovano nel post Tombini come frollini, che un perennemente esilarato ma mai esilarante "Gavroche" limbiatese ha messo nel blog di un altro giovanotto ormai padre di famiglia, ma che ancora indugia nei vezzi grafici degli scolaretti.

Due righe e mezza, due balle e mezza. Cominciamo dalla seconda balla: in via Belluno, se l'operazione andrà in porto, non saranno costruite centinaia di appartamenti, bensì assai meno di cento. Anche con questa precisazione quel "Programma integrato d'intervento", per il luogo dove dovrebbe essere realizzato e per il modo in cui è stato congegnato, resta una porcheria. Nessuna necessità, quindi, di ingigantire le cose né in questo caso né in generale. A nessuno stenterello deve essere mai concesso di riempire i propri vuoti di argomentazione raccontando balle, col risultato di regalare (come fa abitualmente il giovanotto autore del post di cui parlo) allo sciame di cavallette che spadroneggia a Limbiate l’ennesima occasione di facili ritorsioni polemiche contro la "faziosità dell’opposizione". Un’opposizione in realtà finta, se, per dimostrare di esistere, deve ricorrere al più classico e vile degli espedienti demagogici: la balla.

E passiamo alla prima balla, quella contenuta nell'inciso della frase riportata. Nel bilancio del Comune di Limbiate non vi è traccia di ristorni per riparare o sostituire il mobilio della sala consigliare, che da lunga pezza si conserva integro. In realtà, a memoria d’uomo, gli unici tentativi di uso improprio delle suppellettili della sala sono stati quelli del padre di famiglia vezzoso. Molti ricordano, infatti, che costui, una sera, con i propri sproloqui si era ficcato per l’ennesima volta nella situazione di farsi spellare vivo dalla maggioranza. Ormai con la psiche devastata dalle mediocrissime ritorsioni polemiche del Tecoppa sub-aspromontano e della sua ciurma, ha tentato più volte di svellere dalla sua sede il microfono, forse con l'intenzione di porre fine alle sue pene ingoiandoselo con tutta l’asta. Ma, nonostante ripetuti tentativi, non riuscì a mettere in atto l'insano proposito. (In realtà, bianco cadaverico e debilitato com'era, non aveva alcuna chance di vincere la fiera resistenza del microfono e della sua asta, che restarono attaccati al tavolo come le valve di un'ostrica). Così una famiglia non rimase priva del pane, e alla cassa comunale fu risparmiato un altro, seppur piccolo, salasso (e di questo dobbiamo rallegrarci tutti).


Dicevamo: se l’operazione P.I.I. di Via Belluno andrà in porto. Altri, infatti, fuori dal consiglio comunale, hanno lavorato e ancora lavorano per minare l’intera impalcatura sulla quale si regge quell’intervento edilizio che viola, come l’altro di Via Monte Sabotino, sia le norme edilizie del Comune, sia le leggi nazionali, sia quelle regionali. Può darsi che qualche risultato si possa ottenere.

Nulla hanno fatto, invece, il "Gavroche" e i suoi amici. Il primo, nel consiglio comunale si è ben guardato dallo scendere dai cumuli di parole che affastellava. Figuriamoci se uno che stava sulle“barricate” a lanciare sampietrini d'aria poteva mettersi a fare l’analisi minuziosa dei molti aspetti illegali di un P.I.I. Lui, il "Gavroche", ha fieramente proclamato che non si metterà mai a “spulciare le carte”. E accanto a lui, il giovanotto padre di famiglia, che sempre alterna vezzi infantili a ieratici distillati di sapienzialità politica, ha proclamato di avere “un’altra concezione della politica”.

Fuori dal consiglio comunale, poi, entrambi i giovanotti dapprima hanno preso, seppure obtorto collo, degli impegni precisi di fronte a molte persone, ma poi hanno mostrato il più totale disinteresse per l’iniziativa di presentare un ricorso straordinario per illegittimità al Presidente della Repubblica. Infine, quando il ricorso era già stato depositato tramite un legale e dopo che avevano già ricevuto il testo e le attestazioni delle notifiche, con tutto il loro gruppo hanno cercato di accampare di essere all’oscuro dell’iniziativa per scaricarsi degli oneri economici per i quali, ripeto, si erano impegnati di fronte a molte persone. Sono stati invitati, fin troppo garbatamente, ad andare a farsi benedire. (In questa occasione quello che più si è distinto per malafede e cafonaggine è stato il consigliere "barricadiero").

Del resto, i due ragazzotti di cui parlo fanno parte di un partito (partito?!), il PD, che ritiene che si possa fare politica anche con le balle. Qualche mese fa, infatti, questo partito ha stampato e diffuso un giornaletto nel quale, tra l’altro, con lodi sperticate e sorridentissimo ritratto il "Gavroche" era raccomandato come candidato da votare alle elezioni politiche di aprile. Naturalmente è stato trombato. Ma, oltre a ciò, nel giornaletto si leggeva che il PD aveva presentato un esposto alla Corte dei conti sul P.I.I. di Via Monte Sabotino. Falso. Quell’esposto non è mai stato presentato. Tuttavia, ha dichiarato il vezzoso padre di famiglia, nella campagna elettorale per raccogliere voti si possono raccontare anche delle balle. Come è noto, mal gliene incolse.

Infine, la mezza balla: non è Romeo che “ha autorizzato ecc.”, bensì la maggioranza del Consiglio comunale, nel quale i due stenterelli di cui sopra, con la loro inettitudine argomentativa (vale a dire con l’assoluta insufficienza analitica e dialettica, entrambe frutti dell'impreparazione generale e in particolare sulla questione specifica) hanno favorito e rafforzato (un vero invito a nozze!) la becera demagogia della maggioranza.



P.S. 1) Un esposto alla Corte dei conti (e ad altri tribunali ed autorità) sarà presentato, ma certo non per iniziativa del PD.

P.S. 2) Scrivendo il post mi erano venute alla mente un paio di note dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci: quella sulla verità che nella politica di massa è una necessità ("precisamente", sottolineava il rivoluzionario comunista sardo) e l'altra sull'uomo politico che deve essere "sapientissimo". Per un po' ho accarezzato l'idea di utilizzare le due note nel testo, ma poi, per quanto io sia totalmente ateo, accostarle ai due stenterelli di cui sopra mi è parso uno spreco sacrilego. (Anche "stenterello" è un epiteto polemico gramsciano che mi è venuto in mente mentre scrivevo, questa volta senza la sensazione del sacrilegio).


V. la rubrica TI-CHE-TE-T-ARCHETT-I-BALL